CorrCan Media Group

Scuola nel caos, Lecce ancora nel mirino

Scuola nel caos, Lecce ancora nel mirino

TORONTO – Il rischio escalation in questo autunno caldo del settore scolastico in Ontario è sempre più concreto.

I sindacati di settore sono sul piede di guerra, i negoziati stanno attraversando una fase di stallo, i docenti delle scuole pubbliche sono pronti a passare dallo sciopero bianco iniziato martedì a una vera e propria serrata, mentre gli insegnanti delle scuole cattoliche hanno votato in grande maggioranza per incrociare le braccia nelle prossime settimane.

Il clima di tensione che si respira in questi giorni si può sintetizzare con quanto accaduto ieri al di fuori di una scuola di Toronto, dove il ministro dell’Istruzione pubblica Stephen Lecce era intervenuto per annunciare il nuovo piano antibullismo del governo provinciale.

Un gruppo di insegnanti organizzati dal sindacato ha circondato la macchina di Lecce e con fare minaccioso ha contestato l’esponente del governo Ford, con cori e slogan contro i tagli alla scuola.

Ed è questo il cuore della vertenza. Perché se da un lato è assodato che tra i punti di frizione emersi nella trattativa ci sono anche nervi scoperti che riguardano il rinnovo contrattuale – uno su tutti, la richiesta di adeguamento fatta dai sindacati sulla base di un aumento pari all’aumento dell’infl azione – dall’altro è evidente che l’intera azione di protesta è stata provocata dalla politica dei tagli all’istruzione inaugurata dal precedente ministro Lisa Thompson e continuata senza alcun cambio di direzione dalla stesso Lecce.

Il calo degli stanziamenti, che parallelamente si rovesciano sui singoli provveditorati scolastici della provincia, hanno avuto due sostanziali effetti: il taglio dei docenti – anche grazie alle novità sui corsi online, uno strumento questo che se abusato mina alle fondamenta l’intero settore accademico e scolastico – e il conseguente aumento del limite massimo di studenti per classe.

È del tutto evidente che Lecce si è visto passare una patata bollente, ereditando probabilmente l’incarico più scomodo dell’intero esecutivo provinciale. Anche perché resta da capire quanta autonomia e libertà di manovra possa avere il ministro, rispetto alla strategia complessiva dei tagli alla spesa pubblica voluta dal premier Doug Ford. Fatto sta che stiamo entrando nel quarto mese di questo anno accademico portandoci con noi una grande incertezza per l’immediato futuro.

I sindacati sembrano non avere alcuna intenzione di cedere e una buona parte dei cittadini dell’Ontario, come mostrano i sondaggi, capisce e sostiene le ragioni degli insegnanti. Chi ci rimetterà, come sempre, saranno gli studenti.

More in Redazione