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Scuola in vacanza, resta il caos

Scuola in vacanza, resta il caos

TORONTO – Alle vacanze di Natale, iniziate ieri, governo e sindacati sono giunti con un pugno di mosche in mano. Mesi di negoziati ma nessun accordo è il triste bilancio di un braccio di ferro che non ha portato finora a nulla e che oltretutto non lascia intravedere alcun segnale positivo in grado di sbloccare una situazione in fase di stallo.

Che il mondo della scuola dell’Ontario – dalle elementari alle superiori – sia nel caos totale è lampante. Insegnanti e governo sono sempre più ai ferri corti: i 60mila insegnanti aderenti all’Ontario Secondary School Teachers’ Federation (Osstf), al fine di esercitare una pressione sempre maggiore sul governo provinciale, hanno già scioperato tre giorni.

I colloqui, che il 16 dicembre si sono interrotti bruscamente, riprenderanno all’inizio di gennaio ma la distanza tra le parti al momento, appare incolmabile.

Il sindacato guidato da Harvey Bishof chiede al governo di fare un passo indietro riguardo la decisione di aumentare il numero di studenti per classe e di rendere obbligatori i corsi di e-learning.

Da un lato, assicura l’Osstf, la qualità dello studio non ne guadagnerebbe, dall’altro verrebbero cancellati con un colpo di spugna posti di insegnamento. Insomma, a guadagnarci sarebbe solo il governo targato Ford che mira unicamente a risparmiare denaro.

Mentre la nebbia sembra avvolgere le scuole superiori e quelle elementari – in queste ultime è in corso uno sciopero bianco – al rientro dalle vacanze a incrociare le braccia potrebbero essere anche i docenti cattolici della provincia – Ontario English Catholic Teachers’ Association (Oecta) – che da sabato scorso possono organizzare uno sciopero legale.

E non finisce qui. Appena pochi giorni fa il 97% degli insegnanti del sistema di lingua francese della provincia dell’Ontario ha votato a favore di una astensione dal lavoro.

«Questo risultato dimostra come gli insegnanti siano determinati a difendere i propri diritti», ha detto il presidente dell’Association des enseignantes et des enseignantes franco-ontariens (Aefo) Rémy Sabourin.

Lo scontro tra il governo e i sindacati, a questo punto, è globale. La riforma dell’Istruzione di Doug Ford non ha fatto altro che esacerbare gli animi e alzare muri, che al momento, appaiono invalicabili sia con l’Osstf guidata da Harvey Bischof che con l’Elementary Teachers’ Federation of Ontario (Etfo) capeggiata da Sam Hammond e con l’Oecta la cui presidente è Liz Stuart per finire con l’Aefo presieduto da Rémy Sabourin.

Il conflitto sindacati-governo è destabilizzante ma anche i problemi emersi all’interno del Toronto Catholic District School Board (Tcdsb) non vanno sottovalutati.

Gli scontri al vetriolo degli ultimi tempi sono una minaccia alla credibilità del provveditorato stesso.

La crisi nel settore della scuola è totale ed al momento non si intravede ancora la luce in fondo al tunnel.

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