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Scuola, genitori dalla parte degli insegnanti

Scuola, genitori dalla parte degli insegnanti

Scuola, genitori dalla parte degli insegnanti

TORONTO – Scioperi, scioperi ed ancora scioperi. È fitto il calendario delle serrate organizzate dagli insegnanti aderenti ai quattro più importanti sindacati della categoria in lotta con il governo Ford per il rinnovo del contratto di lavoro.

Ieri hanno incrociato le braccia i docenti delle scuole cattoliche elementari e superiori di tutta la provincia e i professori di quelle superiori pubbliche. Per questi ultimi, aderenti all’Ontario Secondary School (OSSTF), si è trattato della sesta giornata trascorsa a fare picchietti davanti alle scuole.

«Siamo qui perché crediamo di dover inviare un messaggio forte sui tagli regressivi del governo all’istruzione, sull’impatto che sta avendo sui nostri studenti e sull’apprendimento – ha affermato Liz Stuart, presidente dell’Elementary Teachers’ Federation of Ontario (ETFO) – non è mai una decisione facile, ma in effetti così facendo, non stiamo solo pensando all’oggi, al domani o al prossimo semestre, stiamo pensando al futuro».

Oggi i maestri dell’ETFO scioperano in altri tre provveditorati, così come le scuole di altri quattro board rimarranno chiuse domani per finire con quelle dell’Ontario North East Board e del Bluewater School Board venerdì.

Sul piatto ci sono le problematiche di sempre, quelle che fin dall’inizio della vertenza non riescono a mettere d’accordo sindacato e governo. Il presidente dell’ETFO Sam Hammond ha affermato che i membri del sindacato chiedono classi più piccole, più risorse per gli studenti con bisogni speciali, protezione del programma a tempo pieno dell’asilo e un equo compenso per gli insegnanti.

E mentre il ministro dell’Istruzione Lecce dichiara che oltre 130mila genitori hanno presentato domanda per ricevere un compenso per le spese sostenute a causa dello sciopero, Hammond ribadisce che questo è in realtà un modo esplicito di “corrompere i genitori”.

È un pensiero, questo di Hammond, condiviso da una larga fetta di genitori che ha avviato una petizione online nella quale viene chiesto al governo di “non cercare di conquistarsi la simpatia dei genitori ma di immettere il denaro nel sistema dell’istruzione”.

La petizione “Take My Bribe Money & Put It Back Into Education!” lanciata da Amy Llewellyn su change.org, è stata firmata da quasi 28mila persone. “Il popolo dell’Ontario ha parlato forte e chiaro. Siamo dalla parte degli insegnanti. I bambini con bisogni speciali, come l’autismo, sono stati particolarmente colpiti. L’Ontario Autism Program è stato eliminato e questi bambini vengono inviati in un sistema scolastico che non è in grado di sostenerli – scrive la Llewellyn – non possiamo essere corrotti con i nostri stessi soldi, Premier Ford. Vogliamo il denaro nelle scuole, non nelle nostre tasche”.

Sono furiosi i genitori colpiti dalla mannaia del premier Ford. Come insegnante e come genitore, visiterò i miei colleghi in prima linea nei picchetti e li incoraggerò a tener duro. Inoltre donerò la ’mazzetta’di Ford alla biblioteca scolastica di mia figlia”, recita un messaggio.

“Sono a casa con mia figlia maggiore. Farò domanda per i 60 dollari e li donerò direttamente. Gradirei alcuni suggerimenti degli insegnanti su dove possano risultare maggiormente utili”, scrive un’altra mamma. “Porterò la mia bambina di 5 anni ai picchetti per protestare con i suoi insegnanti. E useremo i soldi dateci per corromperci per comprare loro della cioccolata calda e degli snack!”, aggiunge un altro genitore.