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Scuola, 64 nuovi casi: i contagi schizzano a 308  

Scuola, 64 nuovi casi: i contagi schizzano a 308  

Scuola, 64 nuovi casi: i contagi schizzano a 308  

TORONTO – Sono saliti a 308 i casi di positività nelle scuole pubbliche di tutto l’Ontario. Un aumento del 24% rispetto al giorno precedente quando erano stati 272.

Negli ultimi dati diffusi ieri mattina, la provincia ha riportato 64 casi in più legati alla scuola – 37 studenti in più sono stati infettati per un totale di 164, altri sette insegnanti per un totale di 44 e altre 20 persone che operano all’interno delle scuole con mansioni non precisate per un totale di 100.

Ci sono 250 scuole con un caso attivo, vale a dire il 5,18 per cento delle 4.828 scuole pubbliche. Sono due inoltre le scuole attualmente chiuse: la scuola elementare Monsignor Paul Baxter a Ottawa e la Mason Road Junior Public School che si trova a Toronto vicino a Bellamy Road e Eglinton Avenue East.

Ma mentre la costante ascesa dei contagi nelle scuole genera ansia in particolare nei genitori che hanno scelto la frequenza in persona per i propri figli, gli epidemiologi non sono aatto sorpresi dai numeri in quanto ritengono che i casi siano proporzionati alla quantità di Covid presente nella comunità: dopo la cifra record per la provincia di 700 nuovi casi di lunedì, ieri i contagi hanno raggiunto quota 554.

Il picco di infezioni non deve essere preso sottogamba ed i comportamenti superficiali, secondo la Western University, vanno puniti. Sabato scorso il Campus Community Police Service ha emesso due multe mentre la condotta di 100 giovani verrà esaminata dal Code of Student Conduct dell’ateneo.

«Nel complesso, sembra che la maggior parte degli studenti abbia agito in modo responsabile sabato, sia all’interno che all’esterno del campus. Tuttavia, siamo delusi dal comportamento di alcuni studenti residenti – ha detto il vicepresidente associato, alloggi e servizi ausiliari della Western University Chris Alleyne – il personale addetto alla custodia ha pulito e igienizzato le abitazioni come parte della strategia per la salute e la sicurezza e ha aumentato la pulizia da cinque giorni a sette».

Lo scorso fine settimana gli studenti hanno celebrato il “fake homecoming(Foco). Il primo Foco è stato stabilito nel 2016 in risposta all’amministrazione della Western University che ha spostato le celebrazioni ufficiali del “ritorno a casa” a fine ottobre.

La data modificata dell’homecoming è un momento in cui gli studenti spesso affrontano gli esami e la mossa mirava a frenare le feste di strada non autorizzate.

Le celebrazioni passate del Foco hanno visto dozzine di ricoveri e strade gremite: gli studenti che verranno giudicati colpevoli di violazioni al Code of Student Conduct possono essere soggetti a sanzioni educative, come porgere le scuse, fornire servizi all’Università o alla comunità più ampia o completare una lezione o un seminario.

Ma non solo. I giovani possono anche incorrere in sanzioni disciplinari, come la sospensione dall’università. Il pugno duro dell’università è diretto a far sì che gli studenti si comportino in modo responsabile in questo momento particolarmente difficile.

«La pandemia è in corso e dobbiamo rimanere vigili nella lotta contro il Covid-19 – ha concluso Alleyne – vogliamo ricordare agli studenti di non partecipare o ospitare feste o grandi raduni di qualsiasi tipo, mantenere le loro bolle sociali piccole e limitare le attività ai coinquilini, praticare l’allontanamento fisico, indossare una mascherina, sottoporsi a un tampone nel campus se si hanno sintomi o si è preoccupati per una possibile esposizione e isolarsi se si è stati in contatto con qualcuno infetto».