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Scorrettezze politiche con l’Italian Heritage Month

Scorrettezze politiche con l’Italian Heritage Month

TORONTO – La corsa (a volte) si vince andando con un ritmo lento e costante, se si sta correndo una Maratona. Gli esercizi elettorali in Canada, molto spesso, sono precisamente questo. È un mantra che i Liberali Federali continueranno a ripetere, sperando che lungo la strada saranno in grado di convincere il pubblico che realmente non c’è una alternativa alla loro Leadership.

È una battaglia in salita, come recita il detto, ma è una battaglia che loro devono combattere. Dopo aver sprecato la benevolenza e altri asset politici attraverso una miriade di passi falsi culminati con il disastroso ’’scandalo’’ SNC Lavalin (non ancora finito), la squadra di Trudeau sta organizzando una controffensiva.

Attualmente i sondaggi suggeriscono che è ancora troppo presto per misurare i successi. Se ce n’è alcuno le misurazioni sono calcolate in centimetri, i fallimenti in metri. In Ontario i centimetri sono guadagnati ogni qual volta viene evocata la parola di quattro lettere – Ford, come il premier dell’Ontario.

Lui è diventato tossico per il brand conservatore esattamente come era ed è la relazione tra la SNC Lavalin e il primo ministro Justin Trudeau.

Giudicando dal virtualmente insignificante spazio dato a Ford al Gala del sindaco di Vaughan del 13 giugno e al responso tiepido – per usare un eufemismo – da parte di un gruppo di sviluppatori che sarebbe dovuto essere estremamente entusiasta, dovrebbe apparire che una deferenza educata e necessaria venga riservata al brand del PC. Affari negativi accompagnano un espressione di sostegno ’’sana’’.

Per ora i sondaggi suggeriscono che la cautela è un approccio saggio per i conservatori. Nell’area del 905, meno di due settimane fa, solo amici intimi e attivisti sfegatati avrebbero dato agli mp liberali di Vaughan (Deb Schulte e Francesco Sorbara) la possibilità di essere rieletti. Oggi è diverso.

I loro distretti ospitano due delle tre maggiori concentrazioni di italocanadesi nel Paese. E come vanno essi, almeno 10 altri distretti nella sola GTHA.

Quindi, c’è un nuovo ritrovato interesse verso la comunità etnica italocanadese. Sono oltre 1.5 milioni i canadesi che si identificano così, specificatamente nella GTHA e in generale in Ontario.

Non sorprende che i conservatori sono stati i primi a partire all’inizio del mese. Volando alto nell’opinione pubblica, hanno cercato di capitalizzare, per associazione, sulla benevolenza che essi hanno sperato si sarebbe rivolta verso di loro in occasione delle celebrazioni dell’Italian Heritage Month e della Festa della Repubblica italiana.

Eccetto per la colorita esposizione di guardie d’onore paramilitari e per il canto dell’inno nazionale da due bambine della scuola elementare, l’evento alla piazza del Vaughan City L’intervento di Trudeau Hall è stato vicino a essere un flop totale.

Per ragioni conosciute solamente al premier Ford, l’mpp locale, Stephen Lecce, è stato in qualche modo lasciato fuori dall’agenda del collega del caucus che ha presentato l’evento. Quest’ultimo ha fatto davvero fatica a dipingersi come l’autore della legge provinciale che ha designato giungo come Italian Heritage Month.

Ma il messaggio è stato senza senso e paternalistico, lasciando le porte aperte a pensatori più strategici. Comunque, i presenti erano pochi – e qui sono anche generoso – circa numerosi quante le anime perdute che hanno perso il loro programmato viaggio in bus per il paradiso. Non sono stati inclusi i rappresentanti delle associazioni comunitarie e culturali nella città.

Hanno incluso, invece, l’mp che ha presentato una legge simile a livello nazionale – Deb Schulte, segretario parlamentare del ministro delle Entrate Nazionali – e il suo collega Francesco Sorbara, mp di Vaughan Woodbridge.

Gli ultimi due hanno copresentato un loro evento venerdì per celebrare Italian Heritage Month. La sede? Una sala banchetti il cui proprietario è lo stesso sviluppatore che il giorno prima aveva fatto una donazione di 40 milioni di dollari all’ospedale locale. Non è in possesso della tessera del Partito Liberale, almeno per quanto ne so io.

La lista di invitate includeva i ministri Lametti (Montreal), Tassi (Hamilton), Hussen (Toronto), deputati Mendicino, Levitt, Sgro, molti candidati, il primo ministro Justin Trudeau, l’ambasciatore italiano Claudio Taffuri, il console generale di Toronto Eugenio Sgrò, e circa 300 altri ospiti, non tutti liberali.

La differenziazione – ciò che distingue ”noi” da ”loro” – sembra essere stato il proposito politico dell’evento. Era forte l’intento, un po’ meno la tempistica e la messa in pratica.

Il primo ministro Trudeau ha ripetuto la litania dell’amicizia con l’Italia. Ha riannunciato l’intenzione del Canada di riaprire un ufficio commerciale a Milano (chiuso quando il governo Harper trasferì tutti i servizi consolari all’ambasciata di Roma) e che ”noi stiamo lavorando con l’Italia” per migliorare il programma sulla mobilità giovanile. Bene…

Quindi, ha dichiarato l’impegno del suo governo a scusarsi per l’internamento di centinaia di italiani durante la Seconda Guerra mondiale, solo per il fatto di essere italiani. Attenzione, il governo dell’epoca approvò la legge che legalizzò l’internamento. In ogni caso, i governi sin dai tempi di Brian Mulroney hanno preso lo stesso tipo di impegno.

Il come sarà in grado di mettere in pratica l’impegno, visto che la Camera dei Comuni chiuderà questa settimana, è un’altra questione.

Dopo aver fatto questi brevi messaggi, se ne è andato.

Peccato che nessuno abbia pensato che sarebbe stato elegante riconoscere quella grande donazione fatta dal proprietario della sala banchetti, Mario Cortellucci, anche se lui è stato sul lato della stampa per tutta la serata ad assistere allo svolgere degli eventi.

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