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Scontro Città-Provincia alla Corte di Appello

Scontro Città-Provincia alla Corte di Appello

TORONTO – Il governo del Premier Doug Ford e la Città di Toronto tornano a scontrarsi nel tentativo di quest’ultima di ribaltare la decisione della provincia che ha ridotto il numero dei consiglieri comunali da 47 a 25.

L’udienza di appello della durata di due giorni fa seguito alla decisione di un pannello di giudici di confermare una sentenza di un tribunale inferiore riguardo il Bill 5 “Better local government act” che ha falciato i consiglieri a City Hall.

A luglio, un mese dopo la trionfante elezione del Progressive Conservative, il premier Ford ha annunciato il radicale quanto inaspettato cambiamento che ha adeguato la mappa dei ward di Toronto con i riding federali. «Per troppo tempo, i cittadini di Toronto hanno visto il consiglio comunale girare a vuoto», aveva detto Ford.

Quando il Bill 5 è entrato in vigore, la campagna elettorale era già in corso, si legge nella deposizione alla Corte di Appello presentata dalla Città, questo ha causato “problemi senza precedenti” ai candidati, agli elettori e alla città”.

Nei documenti viene anche fatto riferimento al lungo processo che Toronto ha attraversato per adottare un sistema con 47 riding ovvero un’estesa revisione avviata nel 2013, seguita dalle approvazioni sia dell’Ontario Municipal Board nel 2017 che della Divisional Court l’anno seguente. Lamentele, queste, che però non sono state condivise lo scorso settembre dal Ministero dell’Attorney General secondo il quale “circoscrizioni più grandi potrebbero voler dire una mole maggiore di lavoro per i candidati che sperano di vincere” ma tutto questo “non viola la libertà di espressione”.

Il governo Ford ha difeso a spada tratta la sua decisione di uniformare le circoscrizioni elettorali a quelle federali e della provincia.

“Il rapporto tra elettori della circoscrizione e consiglieri è ora uguale a quelli federale e provinciale… Non c’è nulla di particolare nei comuni che richieda una proporzione inferiore nel rapporto consigliere-residenti per scopi di governance costituzionale o municipale”. Non è un mistero che il premier ritenga il consiglio comunale “gonfiato e inešciente”.

A seguito della sfida legale nella Superior Court, il giudice Edward Belobaba si era però schierato con la città, ritenendo incostituzionale la legislazione della provincia in quanto a suo parere “violava i diritti di libertà di espressione per i candidati e gli elettori”. «La Provincia ha chiaramente esagerato», ha detto Belobaba lo scorso settembre. SIntanto sono numerosi i consiglieri, che hanno visto l’imposizione del Bill 5 come un attentato al processo democratico.

«Sicuramente spero che la città ne esca vincitrice… è importante affrontare questa sfida perché l’intromissione della provincia nelle nostre elezioni è stata la prima di molti attacchi alla nostra democrazia locale», ha aŸermato Josh Matlow del Ward 12 Toronto-St. Paul’s.

Sulla base dei pareri legali ricevuti dalla città, il sindaco John Tory è meno ottimista. «Le possibilità di farcela sono minime», ha detto il primo cittadino.

Quel che Tory spera è almeno che i giudici chiedano limiti all’autorità “unilaterale” della provincia, che ha permesso al governo Ford di intervenire durante una campagna elettorale comunale in corso.

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