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Scandalo SNC-Lavalin, ora indaga Dion

Scandalo SNC-Lavalin, ora indaga Dion

TORONTO – Giovedì scorso il Globe and Mail ha rivelato che il ministero della Giustizia sia stato tolto a Jody Wilson-Raybould dopo il suo rifiuto di ammorbidire la posizione del governo nella vicenda SNC-Lavalin invitando i procuratori a raggiungere un accordo con la multinazionale.

Una accusa pesantissima. Una bomba vera e propria che ha scatenato una polemica che si ingigantisce ogni giorno di più. Negare, a Trudeau, non è servito a molto.

È di ieri la notizia che il commissario all’etica Mario Dion indagherà sulle accuse secondo cui l’ufficio del primo ministro avrebbe fatto pressione sull’ex procuratore generale Jody Wilson-Raybould per aiutare la società di ingegneria del Quebec a evitare il perseguimento penale.

A richiedere l’indagine è stata l’NDP: Dion ha stabilito che “ci sono gli estremi, c’è motivo sufficiente per procedere a un’inchiesta sulle azioni del primo ministro Justin Trudeau in merito”.

“Indagherò personalmente il primo ministro per una possibile violazione della sezione 9 della legge sul conflitto di interessi”, ha scritto Dion al critico all’etica dell’NDP Charlie Angus e all’mp Nathan Cullen.

Questa sezione proibisce a qualsiasi funzionario responsabile del processo decisionale ad alto livello nel governo di cercare di influenzare la decisione di un’altra persona in modo da “impropriamente favorire gli interessi privati d i un’altra parte”. La possibilità di mettere all’angolo Trudeau – le elezioni non sono poi così lontane – non se l’è fatta sfuggire neppure il leader conservatore Andrew Scheer che aveva giù chiesto chiarezza sulla questione.

Scheer ha scritto direttamente al Primo Ministro Justin Trudeau chiedendogli di rinunciare al privilegio di ministro della Giustizia-cliente affinché l’ex procuratore generale Wilson- Raybould possa parlare pubblicamente di quello che è successo con la SNC-Lavalin.

All’opposizione che chiede a gran voce un’indagine in grado di dissipare dubbi e sospetti si è unito anche il deputato liberale Wayne Long che rappresenta il riding di Saint John-Rothesay in New Brunswick: sul suo account Twitter Long ha scritto “le accuse pubblicate dal Globe and Mail la scorsa settimana mi hanno profondamente turbato” e chiede “un’indagine sulle accuse bomba contro Trudeau”.

David Lametti, ministro della Giustizia nominato al posto della Wilson-Raybould, ha intanto detto di non volersi esprimere in proposito per “non influenzare i procedimenti legali in corso”.

La SNC-Lavalin è stato accusato di frode e corruzione in relazione ai pagamenti di quasi $48 milioni a funzionari pubblici in Libia sotto il governo di Moammar Gheddafi e di aver tru¡ato le organizzazioni libiche di circa $130 milioni.

Per Trudeau la strada adesso è tutta in salita.

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