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Sanità provinciale sotto assedio, la parola ai medici

Sanità provinciale sotto assedio, la parola ai medici

TORONTO – Risparmiare si, ma a carico della salute pubblica. Sembra sia questo il leit motiv della politica messa in atto dall’amministrazione Ford e lo stesso premier non ha mostrato alcuna intenzione di effettuare passi indietro.

Secondo un nuovo rapporto – ad imminente pubblicazione – il governo dell’Ontario si starebbe muovendo nella medesima direzione, stavolta intenzionato a tagliare una dozzina di procedure e cure mediche, ora a carico dell’OHIP.

Una fonte anonima ma riconosciuta di “alto livello governativo” – da parte del Toronto Star – ha specificato che questi nuovi tagli saranno relativi a “servizi sanitari ritenuti obsoleti o duplicati di altri già esistenti”.

Le singole proposte sui servizi da cancellare saranno presentate da un’apposita commissione mista comprendente rappresentanti dell’amministrazione Ford e membri dell’Associazione dei Medici dell’Ontario.

Ieri, proprio presso la sede dell’OMA, si è svolto un incontro con la stampa moderato dal dottor Joshua Tepper e dal dottor Paul Tenenbein, neuroanestesista presso il Toronto Western Hospital.

“Non formuleremo proposte che vadano a danno della salute pubblica e degli abitanti dell’Ontario” ha sottolineato il dottor Tenenbein, ma – se, come sembra, questi tagli possano ammontare a 460 milioni di dollari – le procedure mediche a finire sotto la scure dei tagli saranno diverse.

Il dottor Tepper, rappresentante della provincia nella commissione mista ed attuale CEO e presidente del North York General Hospital, ha poi ribadito “noi stessi riteniamo che alcuni tipi di analisi siano oramai datate, e che – nel caso di quelle cosiddette imaging (come le tomografie assiali computerizzate o le risonanze magnetiche, ndr) – le nuove e sofisticate tecnologie a nostra disposizione ci permettano di poter interrompere quelle meno precise ed inutilmente costose”.

Sia Tenenbein che Tepper si sono detti d’accordo sul risparmio che si potrebbe ad esempio ottenere eliminando quei cosiddetti “tempi morti” in cui medici chirurghi rimangono in stand-by, senza però effettuare alcun intervento operatorio nell’arco di un’intera giornata.

Nello specifico delle proposte sui tagli da effettuare, la commissione valuterà, ad esempio, l’efficacia o meno di alcune procedure tuttora in uso nei nostri ospedali, come l’utilizzo degli ultrasuoni per indagini sinoviali a carico dell’apparato respiratorio, o quegli elettrocardiogrammi effettuati – come da routine – prima di interventi chirurgici di qualsiasi natura e da effettuare invece solo in casi di dichiarata necessità.

Giorgio Mitolo

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