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Ritorno a scuola a settembre, mancano ancora le modalità

Ritorno a scuola a settembre, mancano ancora le modalità

Ritorno a scuola a settembre, mancano ancora le modalità

TORONTO – Il conto alla rovescia è iniziato. Le settimane prima del rientro a scuola si sono ridotte a cinque mentre non si sa ancora nulla di preciso. Il governo dell’Ontario – come annunciato – dovrebbe illustrare la modalità della ripresa dell’anno scolastico nei prossimi giorni.

Il sondaggio di Leger e della Association for Canadian Studies arriva mentre i governi provinciali stanno esaminando come riportare gli studenti nelle aule, la maggior parte delle quali sono state chiuse da metà marzo a causa del Covid-19.

Il 59% degli intervistati che hanno figli ha dichiarato di voler mandare i propri figli a scuola se ci fossero lezioni in classe almeno qualche giorno alla settimana. Ma il 18% ha dichiarato che avrebbe tenuto i bambini a casa mentre il restante 23% ha dichiarato di essere ancoora indeciso sul da farsi. Il sondaggio è stato condotto online da Leger dal 24 al 26 luglio. «Mancano solo cinque settimane dal giorno che normalmente segna il ritorno in classe ed ancora un quarto dei genitori non sa cosa farà – ha fatto notare il vicepresidente di Leger Christian Bourque – molto è ancora per aria perché le province non hanno preso tutte le decisioni necessarie al riguardo».

Molte province devono ancora decidere se riaprire le scuole e, in tal caso, se farlo a tempo pieno o con un qualche tipo di “modello ibrido” che prevede alcune lezioni in classe eventualmente supportate da corsi online. I genitori sono stati sulla stessa linea per quanto riguarda l’implementazione di garanzie per impedire a studenti e insegnanti di contrarre il virus, inclusi controlli di temperatura obbligatori per i bambini (il sostegno è dell’82%), le mascherine di protezione per il personale scolastico (81%) e i questionari di screening (77%).

In ogni caso il clima di incertezza che continua a regnare sulla scuola non fa bene a nessuno.

Secondo la psicologa Kristina Lewellyn, l’ansia, avvertita da genitori e insegnanti preoccupati per il ritorno dei ragazzi in classe, potrebbe avere effetti negativi sui bambini.

«Se gli adulti vicini ai ragazzi sono ansiosi perchè non sanno come sarà il nuovo anno scolastico… allora avremo anche ragazzi che sono ansiosi» ha detto la Lewellyn che è docente di studi sullo sviluppo sociale presso l’Università di Waterloo.

Intanto la presidente dell’Ontario English Catholic Teachers’ Association (OECTA) Liz Stuart due giorni fa ha dichiarato che già dal mese di marzo avrebbe voluto “far parte dei piani di riapertura”, ma che il sindacato è stato contattato solo a metà luglio.

La Stuart ha inviato a nome dei 45mila membri dell’OECTA una lettera aperta al Ministro della Pubblica Istruzione Stephen Lecce nella quale manifesta il disappunto per la precarietà che aleggia ancora sul ritorno dei ragazzi in classe.