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Rimpasto: tsunami politico a Queen’s Park

Rimpasto: tsunami politico a Queen’s Park

TORONTO – Terremoto politico a Queen’s Park. Con uno dei maggiori rimpasti della storia dell’Ontario, il premier Doug Ford ha deciso di stravolgere la compagine governativa dopo appena un anno dal giuramento, come risposta al crollo del consenso e al collasso della popolarità dell’esecutivo.

A pagare il prezzo più alto è stato Vic Fedeli, che lascia il prestigioso incarico di ministro delle Finanze e si dovrà accontentare di un ruolo di secondo piano allo Sviluppo Economico.

Bocciate senza se e senza ma anche Lisa Thompson, spostata dal ministero dell’Istruzione a quello senza portafoglio dei Servizi per i Consumatori, e Lisa MacLeod, che lascia il delicato incarico di Ministro per i Bambini e i Servizi Sociali – e quindi lo scottante file dei fondi per i minori autistici – e viene relegata al Turismo.

Continua poi la parabola discendente di Micheal Tibollo, che dopo la bocciatura del 2018 – da ministro della Sicurezza comunitaria era stato declassato allo Sport e Turismo – perde anche il titolo di ministro vero e proprio, assumendo l’incarico di “ministro associato”per la Salute Mentale e la Dipendenza.

Il grande vincitore del rimpasto è è senza ombra di dubbio Ron Phillips, che lascia il ministero dell’Ambiente – importante per il fronte carbon tax – e diventa il nuovo ministro delle Finanze. Grande soddisfazione anche per Stephen Lecce: il giovane italocanadese assume il delicato portafoglio dell’Istruzione e questo potrebbe essere un segnale significativo anche sul fronte dell’auspicabile salvataggio dell’insegnamento della lingua italiana nelle scuole di Toronto.

Passo avanti anche per un altro esponente della comunità, Ross Romano, che diventa ministro responsabile per il Training, i College e le università. Un’altra pedina chiave, Caroline Mulroney, lascia il ministero della Giustizia per i Trasporti: in coppia con la ministra associata dei Trasporti per la GTA Kinga Surma dovrà occuparsi del progetto di espansione della metropolitana di Toronto.

Di fronte a questo tsunami politico senza precedenti, mantiene il proprio ruolo Christine Elliott alla Sanità. Il premier quindi è andato a mischiare le carte in quei dicasteri che in questi mesi sono stati al centro della polemica e delle contestazioni. I numeri fanno impressione: solo 7 ministri hanno mantenuto il loro incarico, mentre il gabinetto governativo passa da 21 a 27 componenti.

E non era mai successo nella storia dell’Ontario che un ministro delle Finanze venisse accantonato dopo il primo budget. Resta da capire se lo shuffle, al di là dei nomi, corrisponderà anche a una svolta nelle politiche governative che hanno contribuito a far crollare la popolarità di un partito di maggioranza che appena dodici mesi fa aveva trionfato alle urne, vincendo nettamente contro i liberali di Kathleen Wynne e l’Ndp di Andrea Horwath. Nelle prossime settimane avremo le prime risposte.

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