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Riforma scuola, Peel licenzia 369 insegnanti

Riforma scuola, Peel licenzia 369 insegnanti

TORONTO – Il mondo della scuola è nell’occhio del ciclone e sembra doverci rimanere a lungo. L’uragano che si è abbattuto con la riforma targata Ford sta iniziando a far sentire le conseguenze.

Tra le tante modifiche apportate, quella che è successiva alla decisione del governo provinciale di aumentare le dimensioni delle classi ha già fatto perdere il sonno a ben 369 insegnanti del Peel District School Board (PDSB) che ieri hanno ricevuto il preavviso di licenziamento.

Lo scorso mese il ministro dell’Istruzione Lisa Thompson ha annunciato che le classi dal grado 9 al 12 passeranno dai 22 studenti attuali a 28, mentre quelle dal grado 4 al grado 8 invece salgono da 23 a 24 ragazzi.

La Thompson non ha perso un solo minuto per rassicurare i docenti preoccupati. «Neanche un insegnante perderà il suo posto di lavoro a causa di questa decisione», ha detto. I fatti, però, raccontano tutta un’altra storia.

Il provveditorato del distretto di Peel ha confermato che le notifiche di licenziamento di questi giorni sono dovute in buona parte al cambiamento del numero di studenti per classe. Finora la lettera di licenziamento – effettiva dal 31 agosto quindi con l’inizio del nuovo anno scolastico – è giunta a 176 insegnanti delle scuole elementari e 193 di quelle secondarie.

«Questo è il risultato dei cambiamenti nelle dimensioni delle classi, tagli ai finanziamenti di alcune priorità locali e altre riduzioni dei fondi», ha detto un portavoce del Board.

Ma se il Board scolastico della regione di Peel ha iniziato a pagare lo scotto della “corsa al risparmio”, che è il chiodo fisso del governo Ford, anche per il Toronto District School Board non si preannuncia un futuro roseo: le modifiche alle dimensioni delle classi porteranno al taglio di 216 insegnanti nelle scuole elementari e 800 in quelle secondarie.

L’ufficio del Premier Doug Ford, nel frattempo, ha affermato che le modifiche alle dimensioni delle classi porteranno all’eliminazione di 3.475 posizioni di insegnamento in tutta la provincia ma che tutto questo avverrà gradualmente con il pensionamento di insegnanti che non verranno rimpiazzati.

Il governo prevede che i risparmi derivanti dall’eliminazione di insegnanti diventati “inutili” ammonteranno a 851 milioni di dollari spalmati su quattro anni. Il compito dei tagli, in fondo, è proprio quello di economizzare.

Giorni fa Ford ha avvertito gli insegnanti a non “tirare fuori l’ipotesi di assurdi scioperi” con l’avvio del primo round di negoziati: «Il giorno stesso delle elezioni, ci hanno dichiarato guerra – i sindacati, non gli insegnanti – ha detto Ford – penso che quello che hanno adesso sia decisamente un buon contratto, hanno le loro vacanze di tre mesi, hanno il miglior pacchetto di benefici di tutto il paese, la migliore pensione di tutto il paese, il piano sanitario. Non hanno nulla di cui lamentarsi».

La leader dell’NDP Andrea Horwath ha invece previsto un giro di contrattazioni difficile. «Spero in una discussione rispettosa e ponderata sul contratto collettivo che deve essere rinnovato – ha detto – sfortunatamente constatiamo che il premier ha già demonizzato gli insegnanti».

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