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Rientro a scuola con tante questioni aperte

Rientro a scuola con tante questioni aperte

TORONTO – Oggi gli studenti tornano sui banchi di scuola. Un ritorno caratterizzato, quest’anno più che mai, da tante incertezze e numerosi problemi.
Sex-ed curriculum e International Languages Program (ILP) in prima linea seguiti dalla necessità di migliorare i risultati dei ragazzi soprattutto in matematica, sono alcune delle problematiche che si affacciano con l’inizio del nuovo anno scolastico.
Continua il braccio di ferro tra il premier Ford che ha imposto di insegnare il programma del 2010 e gli insegnanti che non intendono aderire alla direttiva del ministero dell’Istruzione e hanno già detto che continueranno con il sexed del 2015.
Inoltre, anche se l’insegnamento delle lingue ereditate in seguito alla mobilitazione dei genitori, continuerà nel Toronto Catholic District School Board (TCDSB) almeno per quest’anno, sul futuro di questo programma rimane un punto interrogativo.
Le consultazioni dei genitori su questo dibattuto programma che il provveditore scolastico Rory McGuckin era determinato a cancellare dalle 44 scuole elementari che sono sotto la giurisdizione del Tcdsb, sono state rimandate presumibilmente fino a novembre.
Il salvataggio in extremis dell’International Languages Program c’è stato a luglio, ma i 12 fiduciari scolastici del provveditorato cattolico di Toronto hanno scritto che “all’inizio di quest’anno scolastico i genitori delle 44 scuole saranno invitati a partecipare a un sondaggio per confermare il loro desiderio sul formato dell’ILP, insegnato durante quattro lezioni di 30 minuti ogni settimana, come approvato dal direttivo del Provveditorato, o attraverso un programma alternativo da adattare alle proprie esigenze individuali e della comunità”.
A sostenere con veemenza una eventuale abolizione del programma di insegnamento delle terze lingue è stato McGuckin che ha giustificato la sua decisione dicendo che “l’italiano ci costa troppo”.
Non ha alcuna importanza, per chi giudica positiva la cancellazione con un colpo di spugna del programma, il fatto che il Canada è un paese multiculturale e che conoscere una terza lingua significa aprire orizzonti nuovi per quel che concerne la cultura e la storia del paese di origine dei propri nonni e genitori.
Mentre un velo di incertezza continua ad avvolgere l’International Languages Program – la cui eventuale abolizione futura si tradurrà in impoverimento culturale per i bambini – sono inequivocabili i risultati conseguiti dai ragazzi in materie come la matematica e l’inglese. I punteggi in caduta libera nei test hanno acceso ancor di più il dibattito sui metodi con i quali queste materie vengono insegnate. Meno del 49% degli studenti del grado 6 hanno raggiunto gli standard provinciali nell’anno accademico 2017-18, un calo di un punto percentuale rispetto all’anno precedente e un calo di cinque punti percentuali dal 2014.
«Questo è inaccettabile» ha tuonato il ministro dell’Istruzione Lisa Thompson che ha incolpato il precedente governo liberale per un curriculum sperimentale fallito chiamato “discovery math”, che enfatizza la risoluzione in gruppo dei problemi e l’espressione di idee in vari modi rispetto all’uso di formule tradizionali e tecniche di memorizzazione.
Il ministro ha promesso di “ripristinare metodi usati con successo per insegnare le nozioni di base per la comprensione della matematica” ed ha assicurato che esaminerà la formazione degli insegnanti nei programmi di istruzione universitaria. L’anno scolastico è appena iniziato, le problematiche sono però dietro l’angolo.

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