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«Quello di Ford è stato un atto deplorevole»

«Quello di Ford è stato un atto deplorevole»

TORONTO – Doug Ford come Benito Mussolini e la scritta “Big Brother”. Un cartello di tre metri portato da due manifestanti davanti a Queen’s Park, la diceva lunga sul modo con cui viene visto il premier Doug Ford.
«È un fascista, un dittatore», ha detto senza mezzi termini Brian Young.
Fin dalle prime ore del mattino centinaia di persone si sono radunate davanti Queen’s Park per protestare, molti i cartelli sui quali si potevano leggere slogan contro Ford come “Shame, shame” e “Bully, bully”. Tensione alle stelle. Animi surriscaldati.
Slogan, striscioni, urla. La delusione iniziale si è trasformata in rabbia dopo che il premier Ford ha deciso di ripresentare a Queen’s Park il Bill 5 e invocare la Section 33 della Costituzione nel secondo tentativo di ridurre il numero dei consiglieri comunali.
Non è mancato neppure l’arresto di quattro persone trascinate a forza dalle guardie fuori dalle gallerie gremite di persone durante il Question Period. «Salvate la nostra democrazia, noi siamo il popolo», ha urlato un uomo.
Fin dalle prime ore del mattino centinaia di persone si sono radunate davanti Queen’s Park per protestare, molti i cartelli sui quali si potevano leggere slogan contro Ford.
Ma a criticare la decisione di Ford sono stati, tra gli altri, anche il primo ministro Trudeau, l’ex primo ministro Brian Mulroney, gli ex sindaci di Toronto David Crombie e Art Eggleton.
«Se si inizia a usare la clausola ogni qualvolta si incontra un ostacolo sulla propria strada sarà dannoso, a mio giudizio, al modo con cui il Canada procede nel suo mondo democratico», ha detto Crombie.
L’ex primo cittadino ha manifestato preoccupazioni in relazione al potere della provincia di annullare le decisioni giudiziarie. «Viviamo in un mondo, sì, di elezioni, ma anche di legalità», ha detto.
Eggleton ha aggiunto anche che invocare la clausola è l’atto «più deplorevole, più terrificante» e che durante i suoi 11 anni da sindaco non ha mai assistito a una «tensione tra governo e comune di così grande intensità».
L’ex primo ministro Brian Mulroney, la cui figlia Caroline è attualmente ministro della Giustizia dell’Ontario, ha detto di non essere «mai stato un grande sostenitore della Notwithstanding Clause e di non essere mai stato tentato di usarla». «Per me, la spina dorsale e l’enorme forza del Canada è l’indipendenza e la magnificenza della magistratura», ha detto.
Anche il primo ministro Trudeau è sceso in campo per condannare la mossa di Ford. «Il governo è deluso dalla scelta fatta dal governo dell’Ontario – ha detto Trudeau – il mio governo è un sostenitore e difensore della Charter of Rights and Freedom che serve a proteggere i canadesi.
La decisione di usare la Notwithstanding Clause per annullare una sentenza deve essere sempre presa deliberatamente, accuratamente e dopo una lunga riflessione ». La giornata di ieri, come previsto, è stata molto movimentata. Animi accesi anche in Parlamento con gli interventi di numerosi mp ndippini.
«Sono disgustata dal comportamento del premier che ha fatto oltretutto un uso frivolo della Notwithstanding Clause – ha detto la leader dell’Ndp Andrea Horwath – la sua è stata chiaramente una vendetta. Non ha parlato di questo taglio dei consiglieri neppure una volta durante la sua campagna elettorale. È stato disonesto con la gente dell’Ontario e con i residenti di Toronto».
Secondo Ctv News il governo di Ford estenderà il periodo di nomina per le elezioni di Toronto fino a due giorni dopo che il Bill 5 riceverà l’assenso reale.
Oggi ad incontrarsi saranno i consiglieri comunali di Toronto per decidere quali azioni intraprendere. Fino al momento di andare in stampa la seduta a Queen’s Park è ancora in corso.
Domani torneremo sull’argomento con altri articoli.

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