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Primi casi, il Covid entra nelle scuole

Primi casi, il Covid entra nelle scuole

Primi casi, il Covid entra nelle scuole

TORONTO – Gli studenti dell’Ontario non sono ancora rientrati tutti a scuola che già iniziano a spuntare qua e là i primi contagi di Covid-19.

Sono quattro i provveditorati del sud Ontario, di cui due nella Gta, che hanno segnalato almeno un caso di coronavirus nelle loro comunità. In base al sito web della provincia ieri i casi sono saliti da 13 a 15: gli studenti contagiati sono ora 5 e i membri dello staff 10. Le tre scuole in questione sono Our Lady of Fatima CES a Woodbridge, la Louise Arbor Secondary School a Brampton e la Walpole North Elementary a Hagersville, appena a sud di Brantford.

Non è un segnale incoraggiante, questo, per i genitori che hanno appena iniziato a mandare i figli a scuola o che si apprestano a farlo nei prossimi giorni: in Ontario intanto ieri i nuovi casi di Covid sono stati 303, il numero più alto dal 5 giugno.

La provincia ha indicato che finora ci sono stati un totale di 15 casi positivi nelle scuole pubbliche, sebbene il suo database non includa ancora i nuovi casi del provveditorato di Halton o di Maple Ridge P.S. a Pickering. Il database aggiornato annovera anche il contagio di uno studente della John Fraser Secondary School di Mississauga. Inoltre ieri il direttore della Maple Ridge P.S. a Pickering ha detto ai genitori che qualcuno che è stato nella scuola il 9 settembre è risultato positivo al Covid-19.

A Woodbridge, a contrarre il virus è stata una persona dello staff impiegata nel programma scolastico ‘before-and-after’: lo York Regional Public Health ha condotto una indagine in base alla quale è stato riscontrato che il membro del personale non mostrava alcun sintomo e stava seguendo tutte le linee guida relative al Covid-19, tra le quali l’uso sia della mascherina che della visiera protettiva e il distanziamento fisico.

Mary Battista, direttrice all’istruzione presso lo York Regional Public Health, ha comunicato ai genitori degli studenti che il caso in questione è a ‘basso rischio’: nonostante ciò agli studenti e al personale del programma viene comunque chiesto di autoisolarsi per 14 giorni. “Riconosco che questa notizia possa causare ansia e preoccupazione, voglio rassicurarvi che stiamo prendendo la situazione molto sul serio”, ha scritto la Battista.

Sharron Kuhl, direttrice della Louise Arbor a Brampton, ha assicurato che domenica a scuola verranno effettuate ulteriori pulizie, come parte del normale protocollo. «È importante far sapere che la persona ha contratto il virus nella comunità, non nella nostra scuola », ha detto Kuhl.

Ad Hagersville, Randy Ongena, direttore della Walpole North Elementary, sta esortando studenti, personale e chiunque sia entrato in stretto contatto con l’individuo infetto, ad autoisolarsi per i prossimi 14 giorni.

L’Halton District School Board afferma che sono stati segnalati casi positivi alla Brant Hills Public School di Burlington e alla Garth Webb Secondary School di Oakville. La Middlesex-London Health Unit (MLHU) ha dichiarato lo scoppio di un focolaio di Covid-19 nella comunità dopo che tre studenti della Western University, sabato, sono risultati positivi al virus. Domenica, l’MLHU è stato anche informato del contagio di altri due studenti dell’università.

In un video postato sui social media, si può vedere una folla di giovani senza mascherina e molto vicini tra di loro – anche abbracciati – in festa per l’inizio del nuovo anno accademico: la MLHU non ha negato di prevedere un aumento dei casi nei prossimi giorni.

Nel frattempo cresce la domanda della didattica a distanza: il dietrofront dei genitori spaventati dall’aumento preoccupante di questi giorni dei contagi, mette in difficoltà i provveditorati complicando ulteriormente il già difficile compito di coordinare le classi.

La scorsa settimana, ad esempio, 10.000 studenti del District School Board sono passati dall’apprendimento di presenza a quello online facendo lievitare a 65.000 il numero dei ragazzi che studieranno a casa.

In difficoltà, al punto che si è visto costretto a rimandare l’inizio delle lezioni online a giovedì, è anche il Toronto District School Board: sono 66.000 gli studenti che hanno optato per la didattica a distanza.

Ma il mondo della scuola, in questo periodo, di problemi ne ha davvero a bizzeffe. A causa della carenza di autisti per gli scuolabus nelle regioni a est della Gta le compagnie ieri hanno cancellato quasi 200 tratte che servono 43 scuole. Tra le aree interessate ci sono quelle di Clarington, Bowmanville, Courtice, Cobourg, Port Hope, Newcastle, Norwood e Campbellford.

I conducenti, la cui età media si aggira sui 57 anni, preferiscono non correre rischi per la propria salute. Mancano linee guida – dicono – i bus saranno molto affollati e su di loro peserà anche la disinfezione dei mezzi.