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Ore contate per l’International Language Program

Ore contate per l’International Language Program

TORONTO – Sta per aprirsi una triste pagina nella storia del Toronto Catholic District School Board, una pagina che vedrà l’eliminazione dell’insegnamento delle lingue internazionali dal programma scolastico giornaliero.
Niente più italiano, portoghese, mandarino, spagnolo, ucraino o altre lingue ereditate dalle origini di nonni e genitori, immigrati della prima generazione.
Abbiamo chiesto al provveditore Rory McGuckin se veramente fosse intenzionato a procedere verso questa direzione, verso una scelta che senz’altro penalizzerà il bagaglio culturale del futuro di un paese dove il multiculturalismo è un punto di forza.
Al momento di andare in stampa non abbiamo ricevuto nessuna risposta.
Così come ignorate sono state le nostre richieste rivolte al presidente della Toronto Elementary Catholic Teachers (TECT), sezione del sindacato OECTA, Patricia Minnan-Wong.
In assenza di risposte “chi tace, acconsente” come recita un vecchio adagio.
Inoltre, lo studio di tali lingue favorì la crescita del sistema scolastico cattolico e in contrapposizione, il declino delle iscrizioni nel sistema pubbico.
Come veicolo della lingua italiana, il Corriere Canadese si sente in dovere di esprimere le proprie preoccupazioni se il 12 luglio prossimo il TCDSB deciderà di spezzare il sottile filo che regge la spada di Damocle sulle teste delle famiglie, degli studenti e degli istruttori dell’International Language program – 75 dei quali per la lingua italiana – che esiste dal 1969.
Chi sta minando questo progetto? Le motivazioni finora espresse e riportate nell’articolo dell’edizione di ieri non soddisfano e non chiariscono i dubbi che assillano i nostri pensieri.
Deficit di fondi per Special Education/Continuing Education, insegnanti che chiedono di essere pagati di più se chiamati a responsabilizzarsi per quella mezz’ora che rimarrà scoperta, mentre i dirigenti del TCDSB – McGuckin e il suo direttivo – prevedono un aumento prossimo dei loro stipendi.
Tutto a spese dei contribuenti e a danno dei nostri figli che si vedono impoverire risorse scolastiche senza sostituzione o incremento delle materie esisenti.
Si entrerà mezz’ora più tardi o si uscirà mezz’ora prima, questa l’unica soluzione proposta ai genitori.
É a questa pedagogia illuminata che sono diretti i nostri contributi fiscali?

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