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Oltre 400 contagi e ancora pochi test, allarme in Ontario

Oltre 400 contagi e ancora pochi test, allarme in Ontario

Oltre 400 contagi e ancora pochi test, allarme in Ontario

TORONTO – Casi in aumento, pochi tamponi, comportamenti irresponsabili che rischiano di favorire il contagio. In Ontario è allarme sul fronte Covid-19.

Ieri in provincia si sono registrati 404 casi: per il quinto giorno consecutivo è stata superata quota 400, una pericolosa tendenza che rafforza i dubbi e i timori espressi da numerosi virologi sui tempi troppo affrettati decisi dal governo provinciale sulla riapertura dell’economia.

Basta pensare che nelle ultime ventiquattrore sono stati registrati più casi in Ontario che in tutta Italia (ieri 300 nuovi contagiati), uno degli epicentri della pandemia in Europa.

Ma a preoccupare le autorità sanitarie in Ontario è la curva dei contagi, che dopo aver rallentato all’inizio di maggio non si appiattisce.

Il 9 maggio nella nostra provincia avevamo toccato quota 294, con una tendenza al ribasso. Poi improvvisamente abbiamo assistito a una progressiva crescita, andata di pari passo alla graduale riapertura degli esercizi commerciali secondo la road map voluta da COVID-19.

Negli ultimi cinque giorni, siamo rimasti costantemente sopra quota 400. Insieme a questo, continuiamo a trascinarci il problema cronico dei pochi tamponi effettuati in provincia.

Secondo il premier Doug Ford le strutture sanitarie dell’Ontario sono in grado di effettuare circa 20mila test al giorno. In realtà non ci siamo nemmeno lontanamente avvicinati a quella cifra.

Domenica, tanto per fare un esempio, ci siamo fermati a 8.170 tamponi. Insomma, testiamo pochissimo e nonostante questo i numeri non scendono, anzi al contrario continuano a salire.

L’impressione è che la capacità della provincia di tracciare e mappare il contagio di Covid-19 sia estremamente limitata.

Con questo, comportamenti irresponsabili come quelli di sabato scorso a Trinity Bellwoods Park, dove si sono radunate oltre 10mila persone senza mascherine e senza rispettare il distanziamento fisico, mettono a repentaglio i – pochi – passi avanti che abbiamo fatto negli ultimi due mesi.

Sulla questione è voluto tornare ieri proprio Ford, durante una conferenza stampa tenuta a Queen’s Park. “Sono molto deluso per quanto è successo – ha dichiarato il premier – Vorrei dare un consiglio a tutte le persone che sono state al Trinity Bellwoods Park: fate un favore a voi stessi e agli altri e andate a fare il test. Perché il vostro comportamento è stato inaccettabile”.

Il rischio, paventato da più parti, è quello che il governo provinciale decida di dare una nuova stretta riattivando alcune restrizioni che erano state tolte nei giorni scorsi.

“Per ora non voglio farlo – ha aggiunto Ford – non voglio che tutta la provincia debba pagare per pochi irresponsabili. Non sarebbe giusto”.

Su questo fronte, invece, la ministra della Sanità è stata più vaga e prudente. “Vedremo nei prossimi giorni quali saranno i nuovi numeri – ha sottolineato Christine Elliott – ci prenderemo del tempo e valuteremo. La nostra impressione è che l’impennata dei nuovi casi sia legata alla festa della mamma e agli spostamenti che ci sono stati in quella giornata. La prossima settimana invece vedremo gli effetti delle riaperture dell’economia, e allora valuteremo con grande attenzione l’evoluzione del contagio”.

Nei prossimi giorni, infine, il governo annuncerà la nuova strategia sui tamponi, che a quanto pare verranno aumentati nelle aree geografiche che presentano una media di casi più alta rispetto a quella del resto della provincia.