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Niente fase 3 per Toronto, Peel e Windsor

Niente fase 3 per Toronto, Peel e Windsor

Niente fase 3 per Toronto, Peel e Windsor

TORONTO – Il fatto che il 60% dei nuovi casi di coronavirus in Ontario riguardi Toronto, Peel e Windsor-Essex deve aver pesantemente influito sulla decisione del premier dell’Ontario, Doug Ford, che ieri ha annunciato il passaggio alla fase 3 per la maggior parte della GTA ma non per Toronto e le due regioni citate.

Il via libera ieri pomeriggio è dunque arrivato solo per Durham, Halton, Hamilton, Niagara, Haldimand-Norfolk, Sarnia-Lambton e le regioni di York, che potranno accedere alla fase 3 a partire da venerdì alle ore 12:01.

Toronto, Peel Region e Windsor-Essex Region, invece, rimarranno nella fase 2 per almeno un’altra settimana. Ai residenti di queste zone, Doug Ford ha chiesto di «essere pazienti, per favore».

Lo stop prolungato per Toronto, Peel e Windsor-Essex è, del resto, in linea con i precedenti commenti del ministro della Sanità, Christine Elliott, la quale aveva affermato che i funzionari hanno bisogno di circa quattro settimane di dati per decidere se è sicuro procedere con la fase successiva in una determinata regione. E le regioni di Toronto e Peel sono entrate nella Fase 2 solo il 24 giugno scorso, quindi non ci sono ancora le fatidiche quattro settimane di dati disponibili. O, almeno, non ci saranno fino a domani (dopodomani per Windsor-Essex – ad eccezione di Leamington e Kingsville – passata alla fase 2 il 25 giugno). «Abbiamo bisogno di quei dati specifici per quelle quattro settimane. Questo è davvero importante per prendere certe decisioni in materia di salute pubblica, cioè se sia sicuro o meno passare alla fase 3», ha detto Elliott.

La fase 3 consente una riapertura molto più ampia della provincia con la ripresa dei pasti interni in bar e ristoranti e palestre, cinema e altri luoghi di intrattenimento autorizzati a riaprire. Il limite per le riunioni al coperto aumenterà anche da 10 a 50 e potranno radunarsi folle all’aperto fino a 100 persone. Parlando con i giornalisti, ieri

Ford ha detto che avere altre sette regioni che passano alla fase 3 è un «chiaro segnale» che la provincia sta facendo «progressi costanti» nella battaglia contro il Covid-19.

Tuttavia, ha anche sottolineato che l’Ontario «non è affatto vicino alla fine della battaglia. Siamo proprio nel mezzo, adesso, e non possiamo mai abbassare la guardia per un secondo. Neanche per un secondo», ha avvertito Ford.

Come dicevamo all’inizio, Toronto, Peel Region e Windsor-Essex hanno fatto registrare la maggior parte dei nuovi casi di coronavirus in tutta la provincia dell’Ontario, ormai da settimane, e questo sicuramente ha spinto il governo Ford a perseguire una strategia di riapertura regionale “differenziata”. Ieri, oltre il 60% dei nuovi casi di Covid-19 confermati nella provincia sono stati a Toronto (26 casi), Peel Region (35 casi) o Windsor-Essex (21 casi). E ci sono stati almeno cinque nuovi casi segnalati in 28 delle 34 unità di sanità pubblica dell’Ontario.

Tra l’altro, durante il fine settimana il sindaco di Toronto, John Tory, aveva chiesto alla Provincia di introdurre regole più rigorose per i pasti al coperto in città nel caso fossero stati consentiti, inclusa una particolare prescrizione che impedirebbe ai clienti di alzarsi dalla loro sedia a meno che non stiano uscendo, pagando oppure andando da e verso il bagno.

Nella conferenza svoltasi ieri per annunciare la fase 3, Ford ha detto che non sarebbe in disaccordo con ulteriori regole per ridurre il rischio di diffusione del virus all’interno di bar e ristoranti, ma ha detto che «non si può confrontare Toronto o la GTA con Kenora o altre piccole campagne», aree «meno colpite dal virus dove pertanto spetterà ai funzionari locali della sanità pubblica attuare misure più rigorose», eventualmente.

«Si deve tener presente – ha aggiunto ancora Ford – che tutti gli ufficiali medici, tutti e 34, ai sensi della legge sulla protezione e la promozione della salute, possono imporre restrizioni più rigorose. E non sarei in disaccordo. Ma questo – ha ribadito il premier – dipende strettamente dai funzionari sanitari locali della salute. Non si può mettere la salute dopo l’economia perché senza la salute delle persone non c’è economia».

Durante il suo briefing bisettimanale, nel tardo pomeriggio di ieri, il sindaco Tory ha affermato che la decisione della Provincia di non far entrare la città nella fase 3 per almeno questa settimana darà ai funzionari locali il tempo di attuare nuove misure e restrizioni per i pasti al coperto «una volta che sarà finalmente permesso».

«Credo che le aziende seguiranno queste misure perché capiranno che prescrizioni simili aiuteranno a proteggere i loro clienti e dipendenti e aiuteranno a prevenire un picco dei casi di coronavirus che porterebbe al ritorno di una serie di misure ancora più restrittive, tra le quali la chiusura di queste stesse attività, come abbiamo visto in altre città», ha concluso Tory.