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«Nessun ultimatum al Canada sui dazi»

«Nessun ultimatum al Canada sui dazi»

TORONTO – Trump attacca, Trudeau risponde. Si è ripetuta ancora una volta la guerra di parole scatenata dal presidente americano che non risparmia attacchi al Canada. Ultima nota polemica è stato il commento del presidente a stelle e strisce sul modo con cui è stato raggiunto l’accordo Nafta, ribattezzato Usmca.

Il primo ministro canadese ha negato che le tariffe imposte dagli Usa siano state il motivo che ha piegato il Canada, costringendolo ad accettare l’accordo dettato dagli americani. «Al contrario, siamo stati disponibili fin dall’inizio a negoziare un Nafta nuovo e modernizzato – ha detto Trudeau in un’intervista concessa alla Cnn – siamo sempre stati disposti a andare al tavolo, sederci e trattare e lo abbiamo fatto».

Trump ha affermato di essere riuscito a rinegoziare l’accordo di libero scambio nordamericano con il Canada e il Messico grazie alle sue tattiche “a muso duro”, compresa la determinazione nell’imporre nuove tari.e. Gli Usa, secondo Trump, avrebbe mostrato i muscoli ai suoi vicini di casa. «Se non ci fossero state le tariffe non staremmo parlando di un accordo», ha affermato giorni fa.

Trump ha colto l’occasione per definire bambini piagnucoloni” i politici contrari ai dazi”. Le tari.e sono state imposte da Trump all’inizio di quest’anno sulle importazioni di acciaio e alluminio provenienti da tutto il mondo, anche ad alleati come il Canada e il Messico.

Ha anche minacciato di mettere nuovi dazi sulle automobili, e ha istituito tariffe su merci cinesi per il valore di $250 miliardi mentre proseguono i negoziati della sua amministrazione con i rappresentanti della Cina per poter giungere a un nuovo accordo commerciale bilaterale. Non è un segreto che Trump e Trudeau hanno avuto una relazione “difficile” sul commercio.

A giugno, il primo ministro canadese ha dichiarato che dopo aver ospitato il summit del G7 in Québec, sarebbe stato disposto a rivalersi per le tari.e sull’acciaio, cosa che ha poi fatto. «Noi canadesi siamo educati, ragionevoli ma non permetteremo comportamenti da bulli», aveva dichiarato il primo ministro al termine del G7. Un commento, questo, che ha mandato su tutte le furie il consulente economico di Trump Larry Kudlow: “Trudeau ci ha in qualche modo pugnalati alle spalle”, aveva detto.

Trump, dal canto suo, in un tweet sui dazi aveva definito il primo ministro canadese “disonesto e debole”. Sia il Canada che il Messico hanno risposto alle tariffe di Trump imponendo dazi sui beni degli Stati Uniti tra cui yogurt, formaggio, maiale, sciroppo d’acero e bourbon.

Del resto gli attacchi personali di Trump non fanno perdere il sonno a Trudeau. «Ho un rapporto buono e costruttivo con il presidente, che è quello che i canadesi si aspettano che io abbia, ma il legame tra Canada e Stati Uniti è così profondo e così grande al punto che i rapporti stanno andando bene indipendentemente da chi è al governo nei due paesi », ha detto flemmatico Trudeau.

Intanto le tariffe di Trump su acciaio e alluminio e le tari.e di ritorsione del Canada e del Messico rimangono in vigore. Sia il Canada che il Messico si aspettano che queste vengano abolite in vista della firma dell’Usmca prevista per la fine di novembre.

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