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Ndp in salita, una grana in più per Trudeau

Ndp in salita, una grana in più per Trudeau

TORONTO – A meno di una settimana dal voto, l’offensiva del leader dell’Ndp Singh è iniziata. A rilevare questa crescita nei consensi dell’elettorato sono numerosi sondaggi di opinione.

Secondo il sondaggista Nik Nanos il sostegno a Singh è cresciuto dal 36% del 13 settembre al 46% dell’8 ottobre.

Anche l’Ndp, dopo il dibattito in lingua inglese del suo leader, ha iniziato a salire la china: liberali e conservatori continuano il loro cammino testa a testa con il 32% dei favori, l’Ndp è salito a 19%, i Verdi sono al 9% e il PPC all’1%.

«Ciò che la ricerca mostra chiaramente è che l’unico grande vincitore in questo momento è Jagmeet Singh», ha commentato Nanos.

«Il sostegno all’NDP è aumentato in modo significativo tra le donne di età compresa tra 18 e 34 anni, ma anche tra gli uomini di età superiore ai 34 anni – ha aggiunto un sondaggista dell’Angus Reid Institute – i giovani appartengono alla stessa coorte che si è rivelata importante per i liberali nel 2015 e che li ha portati alla vittoria, ma questo gruppo tradizionalmente va alle urne in misura minore rispetto al resto della popolazione».

Rimane comunque il fatto che i neodemocratici stanno vivendo un momento favorevole proprio quando è iniziato il conto alla rovescia per andare alle urne.

Da questa situazione, ad uscire con le ossa rotte potrebbero essere Trudeau ed i suoi liberali.

L’Ontario, sembra essere la provincia, dove gli “arancioni” potrebbero sottrarre dei seggi ai Grit. La lotta per i liberali, con l’ascesa improvvisa e forse inaspettata del partito di Singh, si fa davvero dura.

I liberali non possono permettersi di perdere quei seggi a favore dei neo-democratici mentre sono impegnati a lottare contro le insidie rappresentate dai conservatori nei seggi della Greater Toronto Area che hanno conquistato quattro anni fa. Per i liberali è in atto una tempesta perfetta: i guadagni del Bloc e adesso dei neodemocratici stanno iniziando a far traballare anche la conquista di seggi che sembravano essere delle certezze.

Insomma, se Trudeau finora non poteva dormire su sette cuscini, con il rafforzamento della popolarità dell’Ndp potrebbe ora soffrire di una insonnia vera e propria. Intanto secondo Elections Canada sono stati due milioni i canadesi che in tutto il Paese hanno votato nei primi due giorni di voto anticipato: rispetto al 2015, quando avevano votato 1.6 milioni di canadesi, è stato registrato un aumento dell’a©uenza alle urne pari al 25%.

A pochi giorni dalla fine della campagna elettorale, il leader dell’Ndp Jagmeet Singh, il cui partito sta godendo di un momento di grazia nei sondaggi, ha apertamente fatto vacillare l’idea di lavorare con i liberali se questi ultimi vincono il maggior numero di seggi alle elezioni ma non riescono a ottenere la maggioranza. «Lotteremo contro un governo conservatore e lo faremo fino in fondo – ha detto il leader dell’Ndp davanti ai suoi sostenitori a Surrey in BC – quindi siamo disposti a fare tutto quello che sarà necessario».

Da parte sua Trudeau, interpellato su una possibile alleanza con l’Ndp non si è dimostrato molto entusiasta. «Il nostro obiettivo è quello di eleggere un governo progressista, non un’opposizione progressiva, e garantire che blocchiamo i tagli dei conservatori – ha detto durante una tappa a Windsor – penso che sia molto chiaro ai canadesi cosa è successo sotto Stephen Harper quando abbiamo avuto un forte NDP, quando abbiamo avuto un forte Bloc – tagli alla cultura, tagli ai servizi, tagli ai veterani, nulla riguardo i cambiamenti climatici, ma anzi, il ritiro da Kyoto».

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