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Morire di bullismo. La mamma accusa

Morire di bullismo. La mamma accusa

TORONTO – «È stato bullizzato costantemente fin dal primo giorno di scuola e di questo ho informato la scuola e la polizia. Gli hanno anche rubato la bicicletta ma nessuno ha fatto niente. Ora è troppo tardi».

Non riesce a darsi pace Shari-Ann Selvey, la mamma di Devan, 14 anni, accoltellato a morte fuori dalla Sir Winston Churchill Secondary School, la scuola da lui frequentata. Shari-Ann, che era andato a prenderlo, lo ha visto morire davanti ai suoi occhi. Era stato proprio Devan a telefonarle chiedendole di andare a prelevarlo.

Due adolescenti, uno di 18 anni e l’altro di 14, sono stati arrestati poco lontano dalla scuola mentre altri due ragazzi dopo essere stati fermati sono stati rilasciati. I due accusati, che in base allo Youth Criminal Justice Act non possono essere identificati, sono studenti della scuola.

La mamma di Devan continua a pensare a quei pochi minuti che hanno preceduto la morte del figlio. «Ho subito visto un gruppo di ragazzi che lo tormentava, spruzzavano una bomboletta che penso fosse di quelle urticanti usate per allontanare gli orsi – ha detto in lacrime – ho iniziato a gridare, inseguivo i ragazzi urlando loro di smetterla».

Poco dopo il suono delle sirene spiegate della polizia. A terra, in una pozza di sangue, c’era Devon.

«Era dolce, timido, afettuoso, mi abbracciava sempre – ricorda Shari-Ann – le ultime parole, appena sussurrate ai suoi aguzzini sono state ‘Non posso picchiarti, io non sono stato cresciuto così’».

Le indagini sono entrate nel vivo così come montano di ora in ora le polemiche e le accuse contro il mancato intervento della scuola che era a conoscenza del fatto che fin dall’inizio di settembre Devan veniva perso in giro, schernito e insultato da un gruppo di studenti.

«Una volta che la polizia avrà terminato le proprie indagini il provveditorato investigherà sulla sicurezza nelle proprie scuole – ha detto il direttore dell’Istruzione Manny Figueiredo – quando capiamo che l’episodio di bullismo è abbastanza grave, ci rivolgiamo alla polizia ma fino a quando non faremo la nostra valutazione su quanto accaduto a Devan, non voglio tirare nessuna conclusione».

«Il bullismo c’è nella nostra società e le nostre scuole sono un riflesso della nostra società», è sbottato alla fine Figueiredo.

Ma mentre la scuola prova ad allontanare – o almeno a mitigare – le accuse di atti di prevaricazione e arroganza da parte dei suoi studenti, sono in molti a puntare il dito.

«Dire qualcosa e fare qualcosa sono due cose completamente diverse – ha detto Mikey Wager, 14 anni, amico d’infanzia di Devan – la Sir Winston Churchill Secondary School è stata informata di un problema di bullismo da parte dello stesso gruppo di cinque studenti diverse volte».

Shawn, padre di Mikey, ha aggiunto di aver denunciato quattro volte ai dirigenti scolastici episodi di bullismo contro Devon ed il figlio, una volta anche alla polizia di Hamilton.

Shawn ha aggiunto di essere preoccupato per la cultura del bullismo presente nella scuola e ha detto che non ha intenzione di continuare a frequentare la Sir Winston Churchill Secondary School dopo quello che è successo: «Non manderò mio figlio in una zona di guerra, non succederà più», ha concluso.

La sorella di Devan, Karissa, ha creato una pagina GoFundMe per raccogliere denaro per i funerali di Devan. «Devan aveva chiesto aiuto contro i bulli che lo perseguitavano. Inutilmente», ha detto Karissa che sulla pagina ha scritto “Era il mio migliore amico e non so come vivere senza di lui”. GoFundPage fino a ieri ha raccolto 50.932 dollari. I funerali di Devan verranno celebrati sabato a Stoney Creek.

Nella foto: Devan Selvey

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