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Messaggio a Trudeau: «Annulla la carbon tax»

Messaggio a Trudeau: «Annulla la carbon tax»

TORONTO – Non si può certo dire che il governo targato Ford stia con le mani in mano. Anzi. A meno di due mesi dalle elezioni continua a prendere decisioni per riuscire a modellare un Ontario secondo la sua visione.
Dopo aver causato un terremoto a City Hall con la sua mossa del tutto inaspettata e rivoluzionaria di ridurre il numero dei consiglieri comunali di Toronto da 47 a 25, adesso volge il suo sguardo verso il governo federale. Già qualche settimana fa, schierandosi dalla parte del sindaco Tory, non aveva perso tempo nel chiedere a Trudeau un arretrato di 200 milioni di dollari per l’accoglienza data ai rifugiati.
Ora esorta Ottawa a non imporre una “carbon tax” nella provincia e lo fa avvertendo che sono già pronte due sfi de in tribunale per evitare la potenziale tassa.
Il messaggio è stato dato all’Attorney general Caroline Mulroney e al Ministro dell’Ambiente Rod Phillips che ieri, durante una conferenza stampa, si sono scagliati contro la “carbon tax” con la quale i federali potrebbero sostituire il programma cap-and-trade annullato dal governo Progressive Conservative.
Il ministro Phillips ha sollecitato il primo ministro Trudeau a rottamare il piano defi nendolo “un modo di agguantare denaro contante punendo sia le imprese che le famiglie della provincia più popolosa del Canada”. «Annulla la tua carbon tax», ha detto Phillips.
Una esortazione che sta a metà strada tra il consiglio e la minaccia. Phillips ha infatti avvertito Ottawa: che la provincia farà “tutto quello che è in suo potere per combattere la carbon tax federale perché gli
ontariani hanno votato in modo schiacciante per respingere questa tassa”. La Mulroney ha aggiunto che l’Ontario sta già lavorando con il Saskatchewan per combattere contro l’imposizione di una “carbon
tax”.
Il governo dell’Ontario sembra prendere molto sul serio la possibilità che per la carbon tax si possa finire in tribunale: la piattaforma elettorale del PC Party ha stanziato 30 milioni di dollari per portare questa istanza davanti al giudice ma l’attorney general Mulroney ha detto di ritenere che non costerà così tanto.
Nel frattempo non accenna a placarsi la polemica per la decisione del governo Ford di porre fine Rod Phillips e Caroline Mulroney al progetto pilota sul reddito minimo.
Il ministro dei servizi sociali Lisa MacLeod ha ammesso che il governo ha fatto marcia indietro circa la promessa di continuare a mantenere il progetto pilota voluto dalla Wynne. La colpa di questo dietrofront, secondo la MacLeod, è da imputare alla realtà che il governo si è trovato ad a rontare dopo la vittoria alle elezioni. «Prima c’è la decisione presa durante la campagna elettorale, poi però ti trovi davanti alla realtà una volta al governo», ha detto MacLeod che ha ria ermando la sua intenzione di “elaborare un piano migliore entro 100 giorni”. Non hanno preso di buon grado questa decisione di Ford i sostenitori della lotta alla povertà: la Ontario Coalition Against Poverty, ha denunciato la decisione del governo di demolire il progetto. “Annullarlo dopo solo un anno dimostra un disinteresse totale per quasi 4.000 persone… che hanno pianificato la propria vita con la certezza di avere un reddito fisso per tre anni”, ha detto Tom Cooper, direttore della Hamilton Roundtable for Poverty Reduction.
L’ex senatore conservatore Hugh Segal, che ha contribuito alla ideazione del progetto pilota sul reddito minimo, ha definito la decisione di Ford un errore “gigantesco”: «Come Progressive Conservative sono imbarazzato», ha detto Segal.

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