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McArthur, dettagli shock degli omicidi

McArthur, dettagli shock degli omicidi

TORONTO – Sono emersi nuovi particolari scioccanti sulle torture e le violenze inferte da Bruce McArthur alle sue otto vittime.

Dopo che la scorsa settima il serial killer ha ammesso la sua colpevolezza, ieri il pubblico ministero Michael Cantlon ha affermato che il giardiniere di 67 anni ha seguito sempre lo stesso rituale: dopo aver strangolato le sue vittime con una corda e un tubo di metallo scattava numerose fotografie dei loro corpi nudi messi in posa che archiviava su vari dispositivi digitali.

Ad una delle sue vittime McArthur ha messo in bocca anche un sigaro. Gli investigatori hanno trovato le foto nel corso di una operazione segreta durante la quale hanno copiato parte dell’hard drive del computer del killer.

Cantlon ha passato in rassegna la lista dei fatti che sono stati confessati da McArthur in relazione all’omicidio di otto uomini che frequentavano il Gay Village di Toronto.

Prima però il pubblico ministero ha avvertito i familiari, gli amici delle delle vittime e tutti i presenti nell’aula del tribunale che i dettagli degli omicidi sarebbero stati a dir poco macabri e avrebbero potuto finanche causare la nausea.

«Per anni, i membri della comunità LGBTQ hanno creduto di essere presi di mira da un killer – ha detto Cantlon – avevano ragione».

La polizia ha arrestato McArthur un anno fa accusandolo in seguito della morte di Selim Esen, Andrew Kinsman, Majeed Kayhan, Dean Lisowick, Soroush Mahmudi, Skandaraj Navaratnam, Abdulbasir Faizi e Kirushna Kanagaratnam.

Il giardiniere dalla doppia vita – a Natale vestiva i panni di Santa Claus nei centri acquisto e postava su Facebook le foto con i suoi nipotini – ha ammesso di aver violentato sessualmente le vittime e di averle tenute prigioniere prima di ucciderle.

Molti oggetti personali delle persone scomparse nel nulla sono stati trovati nell’appartamento di McArthur: tra questi un braccialetto, alcuni gioielli, un quaderno di appunti.

Sempre nell’abitazione del “mostro” è stato rinvenuto un borsone contenente nastro adesivo, un guanto chirurgico, una corda, una corda elastica e siringhe oltre al DNA di diverse vittime nel suo furgone di sua proprietà.

A mettere la polizia sulle tracce di McArthur – ha rivelato Michael Cantlon- è stata la scomparsa di Andrew Kinsman: gli inquirenti hanno trovato il calendario di Kinsman con la scritta “Bruce” in data 26 giugno 2017 – il giorno in cui è scomparso oltre a filmati di sorveglianza che riprendevano l’uomo salire a bordo di Dodge Caravan di colore rosso.

Sono state necessarie ulteriori investigazioni per giungere a cinque proprietari dello stesso tipo di veicolo di nome Bruce: solo uno aveva però avuto in precedenza contatti con la polizia: McArthur.

Nel 2016 l’uomo è stato arrestato per aggressione ma poi rilasciato mentre anni prima era stato sentito in qualità di testimone in relazione a tre vittime.

Che poi è venuto alla luce il carnefice era stato proprio lui.

La sentenza di condanna di McArthur è attesa mercoledì.

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