CorrCan Media Group

Maple Leafs, fusse ca fusse la vorta bbona

Maple Leafs, fusse ca fusse la vorta bbona

TORONTO – Ci risiamo.

A partire ad questa sera, con Toronto-Ottawa, il disco comincia a rotolare sul serio per risolvere la prima lunghissima pratica, detta anche regular season, che, stringi stringi, non vale niente se poi si fallisce il playoff.

I Leafs, purtroppo, nelle ultime tre stagioni non hanno superato la prima tappa della corsa che porta alla Insalatiera di Sir Stanley, che non vedono dal 1967.

Quasi ogni anno la sterminata Leafs Nation fa il verso al nostro Nino Manfredi che coniò la famosa frase “Fusse ca fusse la vorta bbona”. La volta buona significherebbe arrivare fino in fondo.

Per farlo, però, bisogna che tutto funzioni alla perfezione, dal coach Mike Babcock ai giocatori, dai nuovi ai veterani, sperando che l’enorme pressione dei media e dei fans non gettino nel motore il classico granello di sabbia. Granello di sabbia che da qualche settimana è rappresentato dalla diatriba sull’assegnazione della fascia di capitano.

Il golden boy Matthews, che sembrava predestinato alla C, si è chiamato fuori dalla lotta quando, alticcio, mostrò le chiappe ad una poliziotta. La bravata tipica dei ragazzotti ricchi e viziati, è stata montata in tutte le salse dai media creando un primo elemento di disturbo all’interno dello spogliatoio.

La carica di capitano sembra avere oggi in John Tavares il suo più serio canditato, come seconda scelta cui sarebbe Morgan Reilly che con i Leafs gioca, geneJohn Tavares e Auston Matthews due grossi calibri del forte reparto offensivo dei Leafs ralmente bene, da una vita.

Questa tempesta in un bicchiere d’acqua è l’esempio di cosa possa andare storto a Toronto, rovinare un’annata che obiettivamente sembra più promettente del solito.

La squadra c’è. Sulla carta si è rafforzata. Ma sarà il ghiaccio a dare il verdetto definito, da oggi fino a marzo e, soprattutto da marzo a luglio quando si giocherà per la Stanley Cup.

Eliminati per la terza stagione consecutiva al primo turno dei playoff e ancora in attesa di vincere la loro prima serie dal 2004 a questa parte, i Toronto Maple Leafs sperano di riuscire finalmente ad esprimere il loro potenziale con un gruppo che ha subito alcuni importanti cambiamenti.

Nonostante gli stretti limiti dettati dal salary cap, il GM Kyle Dubas è riuscito a rinnovare il contratto di Mitch Marner prima dell’inizio del campionato, così da evitare la medesima situazione che aveva di fatto compromesso la stagione di William Nylander.

Nel frattempo sono state diverse le altre operazioni eŠettuate dai Maple Leafs. Nikita Zaitsev e Connor Brown hanno preso la direzione di Ottawa in cambio di Cody Ceci e Ben Harpur, mentre il contratto di Patrick Marleau (6.25 milioni) è stato preso a carico dai Carolina Hurricanes (che hanno poi effettuato il buyout) in cambio di un pick al primo turno.

La difesa è stata rinforzata dall’arrivo dai Colorado Avalanche di Tyson Barrie – visti i limiti del cap, resterà verosimilmente una sola stagione -, mentre il centro Nazem Kadri ha preso la direzione opposta.

Stretto nella morsa del cap, per dare profondità alla squadra a Toronto si è messo sotto contratto il veterano Jason Spezza, che ha accettato un accordo da appena 700’000 dollari pur di avere la chance di vincere la Stanley Cup.

Sul fronte offensivo i Toronto Maple Leafs resteranno uno spettacolo da seguire. La squadra la passata stagione è stata la quarta più produttiva in termini di gol segnati, e seconda solamente ai Lightning per reti arrivate a parità numerica.

A trascinare il reparto ci saranno attaccanti di assoluto livello, come Auston Matthews (73 punti in 68 partite), Mitch Marner (94 punti), John Tavares (88) oppure ancora William Nylander, che si crede possa tornare ai suoi livelli dopo uno scorso torneo rovinato dalle dispute contrattuali che lo hanno tenuto out sino a dicembre.

Degli importanti impulsi arriveranno inoltre dalla difesa, resa più solida dall’innesto di Tyson Barrie (59 punti in 78 partite) e con la confermata presenza di Morgan Rielly, autore nell’ultimo torneo di 72 punti. Il nuovo arrivato Cody Ceci si ritaglierà un ruolo nei primi due tandem, mentre per i posti restanti si creerà una battaglia per avere spazio che tanto piace a coach Mike Babcock, sempre favorevole alla competizione interna.

Tra i pali Frederik Andersen, detto Federico il Rosso, è stato autore di una stagione a due facce, iniziando alla grande per poi veder calare il suo rendimento… La tendenza è però comprensibile se si pensa che nelle 60 partite che ha giocato ha dovuto fronteggiare il maggior numero di tiri (a parità numerica) in assoluto nella lega, ed in questo senso la difesa deve assolutamente proteggerlo di più.

Al tirar delle somme, sul fatto che i Toronto Maple Leafs disputeranno nuovamente una regular season nelle parti alte della classifica non ci sono dubbi, ma per loro il momento della verità arriverà nei playoff, dove è tempo che i canadesi inizino a dimostrare di poter essere vincenti.

L’obiettivo è la Stanley Cup, ma anche costruire una precisa cultura vivendo finalmente una stagione, e una primavera esaltante.

More in Redazione