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Maestri elementari, il 98% dice sì allo sciopero

Maestri elementari, il 98% dice sì allo sciopero

TORONTO – Uno contro tutti. Il governo Ford contro i sindacati del settore scuola. La situazione è rovente.

Dopo l’accordo raggiunto in extremis con il Cupe, giovedì scorso il 98% degli insegnanti elementari delle scuole pubbliche dell’Ontario ha votato a favore di uno sciopero qualora fosse necessario.

Anche gli insegnanti delle scuole superiori e gli insegnanti del provveditorato cattolico stanno votando sull’eventualità di incrociare le braccia: i risultati sono attesi nelle prossime due settimane.

La notizia è stata annunciata dal presidente della Elementary Teachers’ Federation of Ontario (Etfo) Sam Hammond che ha definito il risultato del voto un mandato “schiacciante” da parte degli 83mila membri del sindacato.

Hammond ha dichiarato inoltre che al tavolo dei negoziati il governo “pretende” che gli insegnanti accettino tagli fino a 150 milioni di dollari. E questo agli insegnanti proprio non va giù.

«Nessun altro sindacato, nemmeno uno, è stato invitato a trovare tagli ai finanziamenti in quella misura» ha detto Hammond secondo cui anche le loro preoccupazioni per la presenza di violenza nelle scuole al tavolo delle trattative non sono state neppure prese in considerazione.

Il presidente Hammond punta il dito contro il ministro per la Pubblica istruzione Stephen Lecce che, a suo dire, “non si è impegnato a preservare l’attuale modello di scuola materna in Ontario né si è impegnato a continuare a stanziare un paio di altri fondi relativi alla pedagogia speciale, studenti a rischio, studenti indigeni e di lingua inglese”.

«L’Etfo non prenderà in considerazione tagli ai finanziamenti per i programmi delle scuole elementari – ha dichiarato Hammond – semmai, e l’abbiamo già detto, i finanziamenti per le scuole e i programmi delle elementari in questa provincia, devono essere migliorati”.

Lecce, dal canto suo, ha rilasciato una dichiarazione nella quale a›erma che la provincia durante i colloqui è stata “ragionevole e costruttiva” e accusa il sindacato di allungare rapidamente “il passo verso uno sciopero”.

«Rimaniamo focalizzati sul far rimanere i bambini in classe, Etfo ha fatto un altro passo verso uno sciopero che danneggerà in modo sproporzionato i nostri ragazzi – ha detto Lecce – sostengo un accordo, non uno sciopero. Il nostro team rimarrà determinato a trovare una intesa il più presto possibile».

Le parti però sono molto distanti al punto che lo scorso mese, viste le difficoltà, l’Elementary Teachers’ Federation of Ontario (Etfo) ha chiesto la nomina di un mediatore.

Non è solo l’Etfo ad essere in guerra con il governo di Ford: altri importanti sindacati dell’istruzione hanno criticato la direzione generale del governo da quando ha preso il potere nel giugno 2018, comprese le recenti iniziative per aumentare le dimensioni delle classi dal grado 4 in su, rendere obbligatori corsi di e-learning e ridurre ai provveditorati i finanziamenti per studente.

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