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MacLeod-genitori, prove di pace

MacLeod-genitori, prove di pace

TORONTO – Quando ha presentato il nuovo programma per i bambini autistici ed ha messo in chiaro che non avrebbe avuto ripensamenti, Lisa MacLeod forse non aveva messo in conto la battaglia con i genitori che avrebbe affrontato.

Genitori preoccupati ed inferociti al tempo stesso hanno provato in tutti i modi – finanche con un rally a Queen’s Park – a manifestare il proprio disappunto ed a chiedere soprattutto di non implementare i cambiamenti decisi.

Ieri, prendendo un po’ tutti in contropiede, il ministro dell’infanzia, dei servizi sociali e della comunità MacLeod è tornata a parlare di autismo durante una conferenza a Queen’s Park facendo in qualche modo un mezzo passo indietro riguardo le modifiche che verranno apportate al programma.

La MacLeod ha annunciato che tutte le famiglie dell’Ontario con un bambino autistico potranno beneficiare di alcuni finanziamenti provinciali – indipendentemente dal loro reddito – e alcuni bambini con autismo più grave potrebbero qualificarsi per ulteriori finanziamenti.

Precedentemente il ministro aveva stabilito che le famiglie con un reddito superiore ai 250mila dollari annui non si qualificavano per il finanziamento.

L’eliminazione del tetto massimo al reddito è in sostanza la novità illustrata ieri dalla MacLeod.

Rimane invariata invece la somma di denaro a cui i bambini avranno diritto: fi no a 20mila dollari all’anno per le cure dei bambini al di sotto dei sei anni e 5mila all’anno per i bambini dai sei ai 18 anni. I bambini che iniziano a usufruire del programma dopo i sei anni potranno ottenere fino a 5.000 dollari all’anno, fino a un massimo di 55.000 dollari entro il compimento del 18esimo anno.

Il ministro MacLeod ha riconosciuto che lo scorso mese è stato caratterizzato da una “enorme emotività” per le famiglie e ha detto di aver percepito le loro preoccupazioni: «I genitori avevano ragione quando hanno detto che l’autismo è uno spettro e che i bisogni dei bambini sono diversi – ha detto -nei prossimi mesi terrò conto del loro input per valutare come meglio supportare chi ha esigenze complesse e fornire addizionale sostegno a coloro che ne hanno bisogno».

La MacLeod ha inoltre precisato che i bambini che attualmente usufruiscono di una terapia finanziata con fondi pubblici continueranno ad avere accesso a quel servizio per tutto il tempo che il loro attuale piano di cura richiede.

Anche la patologia del linguaggio parlato, la fisioterapia e la terapia occupazionale saranno aggiunte all’elenco dei servizi finanziati a livello provinciale: il ministro – pur non sbilanciandosi sull’ammontare – ha anticipato che nel programma verrà immesso più denaro per fornire il sostegno in base alle diverse necessità.

Rimane il fatto però che la terapia intensiva – necessaria a molti bambini – può costare fino a 80mila all’anno e molti genitori con bambini già in terapia fi nanziata dal governo a. ermano di non potersi permettere di coprire la diff erenza.

Il critico dell’NDP Monique Taylor ha duramente attaccato l’annuncio di nuove consultazioni con i genitori a meno di due settimane dal 1º aprile, data dell’entrata in vigore del programma. «Avrebbero dovuto farlo prima di decidere i cambiamenti, non a cose fatte – ha detto – per un mese e mezzo e senza alcun motivo hanno gettato nel caos le famiglie».

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