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MacDonald: “DiCaita, ritira le accuse”

MacDonald: “DiCaita, ritira le accuse”

TORONTO – Dopo aver incassato il colpo Ian MacDonald non si è perso d’animo ed ha scritto una lettera al presidente e Ceo di Villa Charities Inc. Anthony DiCaita.
Una lettera nella quale lo invita a ritirare le accuse e di farlo entro il 1º agosto.
La revoca della tessera di membro del Columbus Centre – dove da decenni frequenta le strutture sportive – al co-fondatore del columbus Athletic and Social Association non è proprio andata giù. Senza per di più la menzione di un motivo specifico che ha portato Villa Charities Inc. a intraprendere una azione simile.
MacDonald ha iniziato la sua missiva con un riferimento all’intenzione messa nero su bianco – di DiCaita di aprire il suo armadietto e rimuovere quello che il membro del Columbus Centre custodisce in questo senza aver prima chiesto il suo permesso e senza un doveroso processo legale. “Questa lettera – scrive MacDonald – è un avvertimento formale, che consiglia a voi e chiunque lavora per voi, che questo sarà un atto di violazione e soggetto alle leggi che disciplinano l’entrata abusiva nella proprietà altrui”.
L’armadietto in effetti è in dotazione a MacDonald che paga per poterlo usare. “Inoltre mi ha informato che intende ripulire dalle mie cose l’armadietto in questione, così facendo non seguirà quanto prescrive la legge. Ian MacDonald a sostegno delle sue rimostranze cita il seguente paragrafo: “Prima che un proprietario possa applicare il ‘Landlord and Tenant Board’ per sfrattare l’inquilino, deve dare all’affittuario un avviso di risoluzione che indichi al locatario il motivo per cui il proprietario vuole sfrattarlo”.
Il proprietario, spiega MacDonald, che deve utilizzare i moduli adatti disponibili presso l’Ontario Landlord and Tenant Board, in alcuni casi deve anche attendere un certo numero di giorni (indicati nella lettera di avviso) per fornire all’affittuario l’opportunità di risolvere il problema.
Il processo per giungere a far liberare una proprietà data in locazione – sia questa una casa o ad esempio un semplice armadietto – è lungo e deve essere fatto nel rispetto delle leggi: in questo caso, invece, DiCaita nella lettera non lascia spazio a repliche ed informa semplicemente il membro del Columbus Centre delle successive azioni di VCI.
Ma MacDonald è deciso a dare battaglia: oltre alla decisione arbitraria di rimuovere quanto contenuto in quello che è l’armadietto da lui usato senza alcun permesso, DiCaita motiva l’allontanamento del membro del Columbus Centre per sei mesi con la necessità di garantire un ambiente sicuro senza alcuna preoccupazione riguardo comportamenti discutibili. “Nell’affermare che mi sta sospendendo perché ho molestato, fatto commenti ignobili, sono stato un bullo, ho minacciato, intimidito e usato violenza, senza peraltro fornire alcuna prova, ha danneggiato la stima che altre persone provano nei miei confronti”, dice irritato il membro del centro comunitario.
Ian MacDonald è deciso ad andare fino in fondo: “Il mio consiglio è che ritiri la sua lettera del 25 luglio prima del 1º agosto 2018”, è il suggerimento del fondatore di CASA. Non finirà così, lascia intendere.

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