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Lister: «La strategia del governo è folle»

Lister: «La strategia del governo è folle»

TORONTO – Competente, attento, preciso, determinato, analitico.

Ken Lister, un diploma in Broadcasting conseguito presso la Mount Royal University e un degree in Education presso l’University of Alberta, è stato un insegnante del Toronto District School Board (TDSB) dal grado 1 al 9 stimato dai colleghi per la grande passione e l’innovazione che portava in classe.

Lister è stato anche vice presidente della Don Valley East Federal Liberal Association, ha lavorato negli uffici di tre membri del parlamento, per l’Ontario Public Service, con agenzie come la Learning Enrichment Foundation e la Toronto Foundation for Student Success.

Ora i cambiamenti apportati dal governo dell’Ontario all’Istruzione con la cancellazione di tanti programmi, che tante polemiche hanno scatenato, non sono visti di buon occhio da Ken Lister che li giudica “miopi”.

«Essendo stato un insegnante elementare, conosco il duro lavoro, le lunghe ore e le esigenze stressanti dell’insegnamento. Se il governo di Ford avesse proposto una riduzione degli stipendi degli insegnanti, avrebbe incontrato in parte sostegno e in parte opposizione. Ma non sta affatto proponendo questo – dice Lister – al contrario, aumenta le dimensioni delle classi nelle scuole superiori e riduce il personale di supporto nelle scuole elementari. Anche tra i conservatori, non c’è praticamente alcun supporto per questo. Questa è una strategia folle».

Così come ritiene insensata la decisione di ridurre il numero degli insegnanti: “danneggerà l’apprendimento e il rendimento degli studenti”, dice l’ex trustee del TDSB.

Grazie alla responsabilità avuta nel controllo dei fondi riservati all’istruzione Ken Lister ha le idee chiare anche per quel che concerne le finanze del TCDB che a causa dei tagli quest’anno si trova a dover fronteggiare un deficit di 67 milioni di dollari.

«Credo che il trasporto possa generare risparmi per il TDSB per l’anno scolastico 2020/21 di circa 9 milioni di dollari ed ulteriori 9 milioni per il TCDSB. Alcune scuole del TDSB di Etobicoke e Scarborough hanno ricevuto finanziamenti aggiuntivi per un tecnico teatrale, alcuni per un assistente di laboratorio o per personale extra negli uffici, mentre il 99% delle altre scuole non ha avuto nulla di tutto questo – dice senza mascherare il suo disappunto – è ingiusto e può essere corretto rapidamente. Ma nonostante ciò rimane un buco di 57 milioni di dollari. E tagliare 57 milioni causerà molte difficoltà agli studenti».

Non condivide neppure il suggerimento dato dai deputati provinciali del Progressive Conservative ai provveditorati di chiudere le scuole che sono sottoutilizzate, cosa peraltro, dice Ken Lister, impossibile dal momento che il Ministero della Pubblica Istruzione due settimane fa ha dichiarato che la moratoria provinciale impedirà la chiusura di qualsiasi scuola in Ontario.

«La realtà è che occorrono anni per chiudere e vendere effettivamente una scuola. Negli ultimi quattro anni, il TDSB ha chiuso e venduto parecchie scuole ed era pronto a continuare a farlo se consentito – spiega l’ex insegnante – ma se la provincia non permetterà alcuna chiusura delle scuole in Ontario, ovviamente nessun board troverà denaro in questo modo».

La chiusura di scuole poco frequentate, ha fatto notare Lister, in passato ha generato «in media solo 700mila dollari in risparmi in quanto gli insegnanti dal momento che ci sono delle regole provinciali per la dimensione delle classi da rispettare, non può licenziarli. Anche gli stipendi vengono negoziati dal governo dell’Ontario, ragion per cui i board non possono venire ridotti».

Con la scure del governo Ford pronta ad abbattersi anche sull’International Languages Program l’apprensione della comunità continua a salire. Il timore che possa essere cancellato con un colpo di spugna è sempre presente.

«Uno dei tagli proposti è l’eliminazione dell’International Program al sabato. Questo è un programma in cui gli studenti possono apprendere la cultura e la lingua di origine come l’italiano, il portoghese, il greco e molte altre. Consente agli studenti di poter comunicare con i nonni che potrebbero non parlare bene l’inglese o con altri membri della famiglia – aggiunge Lister – non potrei mai sostenere questo taglio».

Ma alla decurtazione degli stanziamenti riservati ai provveditorati che è già un problema immane, il governo della provincia ha accostato quello al programma per i bambini autistici facendo esplodere la rabbia dei genitori.

«I genitori di bambini con autismo sono stati abbandonati dal governo. I genitori debbono pagare tra i 20mila e gli 80mila dollari all’anno per la terapia dei loro figli. Questo non è sostenibile per la maggior parte delle famiglie e causa indicibili stress familiari lasciando i bambini senza il supporto di cui hanno bisogno.

Il precedente governo liberale aveva implementato un programma che lasciava alcuni genitori, me compreso, ad aspettare più di 2 anni in una lista d’attesa senza ottenere nulla. Zero dollari, zero supporto.

Il nuovo ministro conservatore ha deciso di peggiorare il programma mettendo uno stop alla lista d’attesa ed insistendo nel dire che non è bloccata, eppure nessuno è stato tolto da questa lista». I terapeuti dei centri vengono licenziati e i bambini con problemi comportamentali che frequentano quelle strutture a tempo pieno vengono trasferiti nelle scuole.

«Il governo ha promesso di permettere che i genitori presentino domanda per nuovi finanziamenti a partire dal 1° aprile 2019. Siamo ora alla fine di maggio, e non esiste un modulo di domanda disponibile, né una tempistica sul tempo necessario », dice Lister.

Mantenere la promessa fatta durante le elezioni di ridurre la spesa pubblica non è di certo facile. «Ridurre il numero degli insegnanti non migliorerà i risultati degli studenti ma danneggerà l’apprendimento e il rendimento – conclude Ken Lister – il governo dell’Ontario potrebbe trovare il modo di risparmiare eliminando l’aumento delle indennità di alloggio degli MPP appena approvate e annullando i milioni spesi in pubblicità e sfide legali».

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