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Le politiche migratorie cambiano il volto del Canada

Le politiche migratorie cambiano il volto del Canada

Continua l’inchiesta del Corriere Canadese sullo stato di salute del sistema dell’immigrazione in Canada. Con un occhio di riguardo per gli arrivi dall’Italia, andremo ad analizzare i principali dati messi a disposizione dall’Open Data del governo federale e dal ministero dell’Immigrazione di Ottawa.

TORONTO – Le politiche migratorie del governo federale stanno cambiando il volto del Canada.

L’analisi dei flussi migratori degli ultimi cinque anni, attraverso lo studio delle statistiche presenti sull’Open Data del governo federale e dei dati messi a disposizione dal ministero dell’Immigrazione, conferma come siano diventanti sostanzialmente tre i principali bacini che alimentano il fenomeno migratorio nel nostro Paese: l’India, le Filippine e la Cina.

L’Italia, al contrario, ha una valenza del tutto marginale.

Dal 2015 all’agosto del 2019 hanno ottenuto la residenza permanente in Canada 257.800 indiani, mentre nello stesso lasso di tempo sono arrivati quasi 189mila filippini e oltre 127mila cinesi, su un totale di 1.404.000 immigrati che hanno acquisito la PR Card.

La somma di questi tre Paesi rappresenta un sorprendente 40,8 per cento del totale, con l’India che fa la parte del leone con il 18,3 per cento dei nuovi arrivati negli ultimi cinque anni.

Gli immigrati italiani, con 5.085 residenze permanenti registrati nello stesso periodo, rappresentano lo 0,36 per cento del totale.

Nella classifica generale, sempre secondo i numeri forniti dal governo, si posiziona al 4° posto la Siria con oltre 75mila arrivi (anche se in questo caso incide enormemente il numero di rifugiati accolti da Ottawa), seguita dal Pakistan (47mila nuove PR Card), Stati Uniti (43.560), Nigeria (33mila) e Iran (circa 32.500).

E se Francia (28mila) e Gran Bretagna (quasi 26mila) rappresentano due Paesi che tradizionalmente hanno alimentato il fenomeno migratorio in Canada, vi sono altre Nazioni che negli ultimi anni hanno registrato un signifi cativo balzo in avanti: è il caso dell’Eritrea (21.400), Corea del Sud (oltre 21mila), Giamaica (più di 17mila) ed Egitto (quasi 16mila).

Nettamente staccati altri Paesi che in passato, come l’Italia, avevano recitato un ruolo di primo piano in termini numerici nell’immigrazione canadese, come il Portogallo (3.905 PR Card) e Polonia (4.505).

Nei prossimi giorni la nostra inchiesta andrà ad indagare sulle cause e le motivazioni che hanno inciso nella trasformazione del sistema dell’immigrazione del nostro Paese.

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