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Lametti ministro, Trudeau cede al pressing del Corriere

Lametti ministro, Trudeau cede al pressing del Corriere

TORONTO – Justin Trudeau ha risposto a quella che il Corriere Canadese, aveva provocatoriamente definito come “l’ultima chiamata”.

Nel rimpasto di ieri, infatti, il primo ministro ha deciso di affidare all’italocanadese David Lametti un incarico di prestigio all’interno del suo governo, nominandolo ministro della Giustizia.

E la decisione di mischiare le carte, che in un primo momento poteva sembrare come una semplice operazione di maquillage politico per ovviare alle dimissioni del ministro del Tesoro Scott Brison, alla fine ha assunto le sembianze di un rimpasto corposo, che ha coinvolto cinque dicasteri: una conferma del fatto che Trudeau voglia imprimere una svolta all’azione di governo in questi ultimi nove mesi prima del voto autunnale.

Lametti, deputato eletto a Montreal alla prima esperienza parlamentare, nel corso di questa legislatura è stato segretario parlamentare prima del ministro del Commercio internazionale Chrystia Freeland – occupandosi peraltro in prima persona del delicato “file Ceta” – poi del ministro dello Sviluppo Economico Navdeep Bains.

Per Lametti si tratta quindi di una promozione di grande prestigio, per uno degli incarichi chiave all’interno dell’esecutivo Trudeau.

Tra l’altro, Lametti diventa il primo Attorney General federale di origine italiana. In questo shu¢ e di inizio anno la grande sconfitta è Jody Wilson-Raybould, che lascia il dicastero della Giustizia – dopo aver guidato l’intero processo legislativo che ha portato alla legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo – che si deve accontentare di un incarico di secondo piano, quello di ministro per gli A¥ ari dei Veterani.

Sale invece prepotentemente nelle gerarchie del governo Jane Philpott, che va a sostituire Brison al Tesoro dopo aver ricoperto la carica di ministro dei Servizi per gli Indigeni.

Un ruolo questo che viene assunto da Seamus O’Regan, al governo dopo il rimpasto del 2017. All’interno di questo shuffle, infine, rientra la creazione di un ministero senza portafoglio nuovo di zecca, quello dello Sviluppo Economico Rurale, affidato a Bernadette Jordan.

Rimangono tutti al loro posto tutti gli altri ministri chiave dell’esecutivo liberale, da Bill Morneau a Ralph Goodale, passando per Freeland e Catherine McKenna.

Anche sul fronte immigrazione, uno dei talloni d’Achille del governo negli ultimi anni, non sono stati presi provvedimenti e il ministro Ahmed Hussen – nonostante le polemiche relative all’Express Entry e al nodo rifugiati – rimane al suo posto.

Con l’ingresso di Lametti, sono due gli esponenti di governo di origine italiana: l’ex docente di legge della McGill University va ad affiancarsi a Filomena Tassi, ministro per gli Anziani, entrata nell’esecutivo durante il rimpasto del luglio 2018.

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