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Lametti: “Canada fondato sull’immigrazione”

Lametti: “Canada fondato sull’immigrazione”

TORONTO – Otto mesi fa, Justin Trudeau nominava David Lametti – allora 56enne parlamentare di primo mandato e già professore di giurisprudenza presso la McGill University di Montreal – come ministro della giustizia ed Attorney General del Canada, succedendo a Jody Wilson-Raybould, proprio nel pieno dello scandalo SNC-Lavalin.

In una intervista esclusiva con il Corriere Canadese, il ministro italo-canadese – nato a Port Colborne, in Ontario, ma con entrambi i genitori marchigiani – ha illustrato lo stato attuale della giustizia nel nostro Paese.

Ministro Lametti, a che punto si trova il nostro sistema giudiziario?
“Sono molto soddisfatto di quanto abbiamo fatto in questi otto mesi. Io sono arrivato al ministero in un momento molto delicato (a metà gennaio 2019, durante lo scandalo SNC-Lavalin, ndr) e credo che tutti possano comprendere quanto fosse di. cile. Abbiamo però lavorato sodo e nominato diversi giudici, abbiamo completato una serie di progetti legislativi di materia giudiziaria o che avessero collegamenti con il nostro ministero, ed abbiamo anche operato a. nché ci fosse maggiore trasparenza nel rendiconto delle spese personali da parte dei singoli giudici. Ma voglio ricordare anche come abbiamo lavorato, al governo, per una grande riforma del codice penale e – per la prima volta negli ultimi venti anni – alla riforma della legge sul divorzio.”

Ci sarà una soluzione giudiziaria per lo scandalo SNC-Lavalin?
“Sul caso SNC-Lavalin il nostro primo ministro ha detto che c’è stata una ’diversità di opinioni’ (sul rapporto del commissario all’etica, Mario Dion, ndr) e ritengo lui abbia avuto ragione a sottolineare questa divergenza di opinioni, così come sembra che l’opinione pubblica abbia accettato la sua presa di posizione al riguardo”.

Molti lo hanno invece criticato. Come crede che Trudeau potrà riconquistare la loro fiducia?
“Credo che il primo ministro chiederà ai canadesi di concentrarsi sulla sua leadership e sull’operato del partito liberale, che io ritengo sia stato eccezionale sotto diversi aspetti: dagli investimenti per le infrastrutture, a quelli destinati alle innovazioni tecnologiche, sino al varo del Canada Child Benefit a favore di trecentomila bambini che vivono in povertà, passando infine alle leggi per la tutela dell’ambiente. E ci sono tanti altri temi per i quali – come governo di tipo progressista – abbiamo ottenuto delle ottime credenziali. Vogliamo chiedere ai canadesi di avere ancora grande fiducia in noi e di lavorare insieme.

Se vincerete le elezioni, cosa prevedete di fare in futuro?
“Desidero che il nostro continui ad essere un Paese in cui anzitutto si guardi ai giovani ed alle loro speranze ed esigenze, prima tra tutte quella del lavoro, preceduto da un livello di istruzione che li renda sempre competitivi sul piano internazionale, in un mercato in continua trasformazione, specie sul piano tecnologico.

E se invece le elezioni le vincessero i conservatori?
“Abbiamo un visione profondamente diversa del Paese. Quella del signor Scheer è a favore dei più ricchi, privilegiando anzitutto i loro interessi e non quelli delle classi meno abbienti. Noi invece vogliamo che nessuno rimanga indietro”.

Lei che tipo di Canada immagina per il futuro?
“Il nostro è un Paese fondato sull’immigrazione e dagli enormi sacrifici fatti da coloro i quali sono qui giunti – pieni di speranza – da ogni angolo del pianeta. Dai nativi, ai francesi, agli inglesi ed a noi italiani, tutti abbiamo contribuito a fare del Canada una nazione che fosse accogliente, che fosse ’inclusiva’, rispettando i diritti umani di ognuno e le diversità di credo religioso. Vedo invece che nel mondo si sta verificando un’ascesa del populismo, purtroppo anche in Italia, e sono molto preoccupato da questo aspetto. Voglio che si faccia di tutto affinché i giovani ed i miei tre figli possano continuare a vivere in un Paese leader sul piano internazionale, specie per il clima di accoglienza e lo spirito di unità che lo contraddistingue.”

Lei ha visitato l’Italia di recente?
“Sì, lo scorso agosto, quando mi è stata attribuita la cittadinanza onoraria di Genga, in provincia di Ancona, la cittadina in cui erano nati i miei genitori. Sono molto fiero di aver ricevuto questo riconoscimento.”

Giorgio Mitolo

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