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La St. Michael’s corre ai ripari

La St. Michael’s corre ai ripari

TORONTO – La St. Michael’s College School, dopo lo scandalo dei video di violenze sessuali di gruppo, cerca di voltare pagina.

La pressione, da due settimane a questa parte, è alta. Altissima.

La direzione della scuola è sotto scrutinio, i genitori hanno un diavolo per capello, gli studenti sono intimoriti. L’atmosfera non è di certo quella che dovrebbe regnare nelle scuole che formano bambini o ragazzi nel pieno della loro adolescenza.

Il primo passo verso la rinascita della prestigiosa scuola privata diretta dai Padri dell’Ordine Basiliano sembra essere stato quello delle dimissioni – chieste da numerosi ex studenti e genitori di ragazzi che attualmente la frequentano – del preside Greg Reeves e del presidente padre Jefferson Thompson.

La direzione della scuola che fino a qualche giorno prima ha difeso a spada tratta il loro operato ribadendo la piena fi ducia a questi uomini di “altissima integrità” ha comunicato le dimissioni con effetto immediato facendo presente il “desiderio dei due dirigenti di far sì che la scuola riprenda il suo cammino senza distrazioni di sorta permettendole di focalizzarsi sulla sua guarigione psicologica”.

Il board ha nominato Andrew Leung presidente ad interim ed Emile John e David Lee co-presidi. Secondo alcune fonti c’è già nell’aria il nome del preside con il quale la scuola intende iniziare il cammino della rinascita: si tratta del suo ex studente Craig Mills, 42 anni, un passato da giocatore professionista di hockey su ghiaccio nei Winnipeg Jets e Chicago Blackhawks della National Hockey League. Craig è figlio del politico dell’Ontario Dennis Mills.

Nel frattempo sono in corso le indagini della polizia di Toronto che ha arrestato sei studenti di 14 e 15 anni di età con accuse pesanti: aggressione, violenza sessuale e violenza con un’arma.

Otto sono i ragazzi espulsi dalla St. Michael’s, uno è stato invece sospeso. Le identità degli adolescenti sono protette in base allo Youth Criminal Justice Act.

Una vicenda, questa scoppiata come un fulmine a ciel sereno, che ha infangato il buon nome di una scuola tra le più illustri frequentata in passato da giovani diventati importanti in vari campi, dallo sport all’insegnamento, dalla politica all’imprenditoria.

Ora, mentre le indagini proseguono, la St. Michael’s cerca di riprendere il normale – almeno in apparenza – corso dell’anno scolastico. Quel che sembra certo però è che troverà sul suo cammino tanti problemi da risolvere e che dovrà riconquistarsi la fiducia dei genitori.

Capire quanto il problema della violenza – sessuale e non – sia radicato all’interno della scuola è importante per poter poi – dopo una attenta analisi – dare il via alla sua rinascita, si spera, su nuove basi.

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