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La scure di Ford si abbatte sull’infanzia

La scure di Ford si abbatte sull’infanzia

TORONTO – Sono deboli e vulnerabili e per questo molto più esposti al rischio di violenze e abusi. I bambini dovrebbero essere accuditi e protetti ma molti – non è una novità – non lo sono.

Non sembra essere una priorità questa per il governo di Doug Ford – che secondo una analisi delle spese provinciali della Ontario Association of Children’s Aid Society (OACAS) – ridurrà i fondi di 84.5 milioni di dollari.

La decurtazione che include un taglio di 28 milioni di dollari dall’1.5 miliardo che la provincia stanzia alle 49 associazioni dell’Ontario, aumenta le preoccupazioni circa la loro capacità di tutelare e proteggere i bambini indifesi: 18 di queste associazioni stanno inoltre affrontando un deficit complessivo di 12 milioni di dollari che le ha costrette a licenziare parte del personale e ridurre il numero dei bambini a rischio dei quali prendersi cura.

«Un numero inferiore di bambini non significa affatto che ci siano meno bambini bisognosi di protezione», ha fatto notare la OACAS alla fine di marzo. L’associazione che tutela i bambini meno fortunati non sa ancora quale sarà l’impatto dei tagli, quali programmi saranno eliminati, quali continueranno a essere in funzione, quali strutture saranno chiuse.

Quel che sembra chiaro a conti fatti è che il deficit di finanziamento ammonterà a 84.5 milioni di dollari. «Siamo preoccupati per l’impatto che eventuali tagli avranno sulle associazioni e sulle famiglie che servono – ha detto Nicole Bonnie, amministratore delegato dell’OACAS – al momento non abbiamo dettagli su quali programmi saranno finanziati, stiamo aspettando informazioni più precise dal ministero per capire l’esatta natura dell’impatto sul benessere dei bambini».

La speranza di Bonnie è quella di poter incontrare presto il ministro dei bambini, servizi sociali e della comunità Lisa MacLeod per ribadire che le famiglie e i bambini che usufruiscono del sostegno della OACAS sono i più emarginati e che i programmi loro destinati debbono essere “pienamente finanziati”.

«Quando i governi tagliano i servizi di assistenza ai minori (dirigenti, personale di prima linea e servizi di supporto), alla fine i bambini muoiono o sono autorizzati dalla società a vivere in condizioni insopportabili, violente e negligenti», ha scritto Andrew Koster, ad di Brant Family and Children’s Services che due mesi fa si è vista costretta a licenziare 26 professionisti – psicologi, operatori sociali, educatori – che si occupano di sostenere il benessere e la tutela dei bambini in difficoltà.

Kiaras Gharabaghi, direttore della School of Child and Youth Care della Ryerson University ha denunciato i tagli che arrivano senza che ci siano state delle consultazioni.

«Sono tagli che mostrano la mancanza di interesse a far funzionare meglio il sistema per i bambini e le famiglie – ha detto Gharabaghi – questo settore richiede un approccio diverso. È quello in cui i giovani muoiono per violenza, per suicidio, per negligenza. Non è la stessa cosa dell’aumentare le dimensioni delle classi nelle scuole per risparmiare denaro. È molto, molto diverso».

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