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La mozione di quattro trustee per salvare l’ILP

La mozione di quattro trustee per salvare l’ILP

TORONTO – Tra poche ore il fatidico incontro presso le sedi del TCDSB, all’80 di Sheppard Avenue East, previsto per le 6:00 di questa sera.
In ballo le sorti di studenti, genitori, istruttori, ma soprattutto della cultura multietnica che distingue un paese come il Canada, unico in questo genere, dove rappresentanze da ogni angolo del mondo hanno saputo finora convivere e rispettare i diversi usi e costumi. Il provveditorato cattolico delle scuole di Toronto potrebbe confermare la raccomadandazione del suo leader, Rory McGuckin che vuole eliminare l’insegnamento di lingue ereditate dal programma giornaliero delle materie didattiche.
Ma almeno quattro fiduciari scolastici, Ann Andrachuck, Frank D’Amico, Joseph Martino e Sal Piccininni, non sono d’accordo e presenteranno una nutrita mozione affinchè si applichino delle misure alternative.
La proposta molto elaborata presenta ben undici condizioni e cinque risoluzioni, per scongiurare il sorgere di innumerevoli problematiche.
I punti esaminati prendono in esame:
1. la mancanza di infrastrutture logistiche e personale necessario che permettano i cambiamenti in vista;
2. la mancanza di tempo necessario per creare un progetto informativo ed eventuali opzioni da inviare ai genitori in modo che anche essi possano collaborare con suggerimenti e indicazioni, senza creare confusione e disagi all’inizio di un nuovo anno scolastico;
3. la mancanza di un piano per la ristesura di un itinerario appropriato degli scuolabus e assicurare nei tempi giusti il trasporto degli studenti da e verso casa, secondo i cambiamenti di orari che interesseranno 44 scuole dove si insegna l’ILP, in modo che il personale possa rispettare le linee guida che disciplinano la presenza degli insegnanti prima dell’inizio delle lezioni e un quarto d’ora dopo la fine;
4. la mancanza di un’alternativa di lavoro per gli istruttori ora impiegati all’insegnamento delle lingue internazionali;
5. la mancanza di opportunità da parte del Ministero dell’Istruzione pubblica per un suo intervento in materia e a proposito del quale il direttivo del provveditorato si era espresso unanimemente il 2 febbraio 2017;
6. la mancanza di divulgazione pubblica della decisione presa dall’Arbitrato e delle relative conseguenze e della non conformità del Board se dovesse scegliere di appoggiare la raccomandazione del provveditore McGuckin;
7. la mancanza di chiarezza su un’eventuale informazione del Ministero e la richiesta di un suo parere in merito alla decisione dell’Arbitrato e se il Ministero intenda convocare i dirigenti del provveditorato per una consultazione a proposito;
8. il sollevamento di dubbi riguardo ai pareri legali citati nella relazione sull’autorità del Board che si basa sulla definizione di e sul rispetto per i requisiti minimi secondo la Regola 298;
9. la relazione cita i vincoli imposti dalle interpretazioni contenute nelle osservazioni legali sopra citate, la decisione dell’Arbitrato e l’attegiamento del sindacato TECT a reclamare contro l’autorità del Board nel provvedere e diffondere programmi all’interno delle attività curriculari, per soddisfare i bisogni della comunità d’origine, che è chiamata a servire e allo stesso modo, rispettare la politica governativa in materia di integrazione culturale, sociale e linguistica;
10 . la mancanza nella decisione dell’Arbitrato di considerazione delle conseguenze salariali per gli insegnanti, sia nelle scuole elementari che superiori, impegnati in attività extra-curriculari, in forma del tutto volontaria, alla vigilia di un nuovo round di negoziati;
11. la considerazione che il neo ministro, appena eletto nel governo provinciale, meriti la cortesia di un tempo necessario per essere informato delle questioni da elaborare nel contesto del suo mandato appena affidatole e delle priorità del governo in materia di programmi scolastici e diffusione degli stessi.
Le cinque proposte risolutive invece dichiarano che:
1. Il provveditore e il personale dirigente invitino immediatamente il Ministro a sospendere la decisione dell’Arbitrato, fino a quando non abbia stabilito le direzioni da seguire per quanto riguarda quanto espresso sopra;
2. Il provveditore si adoperi a incontrare il Ministro appena possibile per discutere gli argomenti contenuti nella mozione e assicuri che a tale incontro sia invitato il presidente e il vicepresidente;
3. Il provveditore informi tutte le scuole in cui viene insegnato l’ILP che lo “status quo” sarà mantenuto nel prossimo anno accademico fino a quando tutte le questioni logistiche, infrastrutturali, accademiche e salariali in sospeso saranno risolte e verrà offerto all’esame del Board un piano di trasporto e comunicazione realizzabile;
4. Il provveditore, nel prossimo mese di ottobre, convochi non meno di quattro riunioni da tenere con le parti interessate (genitori, istruttori Cupe 3155, TECT, uffici consolari, funzionari federali e provinciali) esclusi enti extra-scolastici come il Centro Scuola e che prepari una relazione preparatoria per il Board, per non oltre l’ultima settimana di novembre;
5. Fatta salva la disponibilità del contributo del Ministro e della direzione del Ministero, il provveditore presenti al Board un elenco completo delle opzioni disponibili per lo studio e l’accettazione da parte dei Trustee nella prima riunione programmata del Consiglio di Amministrazione dopo le elezioni comunali.
Senza dubbio impegnativo il lavoro dei quattro fiduciari che giocano davvero tutte le carte disponibili affinchè il provveditore McGuckin riveda le sue posizioni.
Il Corriere ha interpellato anche gli altri fiduciari di origine italiana, chiedendo loro da che parte si schiereranno questa sera, ma al momento di andare in stampa non ha ricevuto nessuna risposta.
Con grande rammarico tacciono anche organizzazioni che si sono autoproclamate voci della comunità italiana, come la Canadian Business Professional Association, il Comites, la Camera di Commercio Italiana dell’Ontario che avrebbero dovuto sostenere a spada tratta l’insegnamento dell’ILP.