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La lingua italiana è ancora a rischio

La lingua italiana è ancora a rischio

TORONTO – Lo spauracchio dell’eventuale abolizione dell’International Languages Program ritorna.

Il timore che l’insegnamento delle lingue ereditate come l’italiano venga cancellato con un colpo di spugna si ripresenta ancora. E la comunità italiana si prepara all’ennesima battaglia contro il Toronto Catholic District School Board (TCDSB).

Il salvataggio in extremis dell’International Languages Program c’è stato a luglio, ma i 12 fiduciari scolastici del provveditorato cattolico di Toronto hanno scritto che “all’inizio di quest’anno scolastico i genitori delle 44 scuole saranno invitati a partecipare a un sondaggio per confermare il loro desiderio sul formato dell’ILP, insegnato durante quattro lezioni di 30 minuti ogni settimana, come approvato dal direttivo del Provveditorato, o attraverso un programma alternativo da adattare alle proprie esigenze individuali e della comunità”. E così è stato.

I genitori de- gli studenti di tutte le 44 scuole del provveditorato hanno ricevuto una copia del sondaggio per esprimere, entro il 27 novembre, la loro preferenza circa il formato con il quale le lingue internazionali dovrebbero essere insegnate. I genitori che non condividono il metodo attualmente usato – ovvero l’insegnamento della lingua entro la normale giornata scolastica di 300 minuti a cui tutti gli studenti sono tenuti a partecipare – possono schierarsi a favore dell’insegnamento dell’International Languages Program all’infuori dell’orario scolastico.

Le opzioni sono due: scegliere l’insegnamento della lingua al termine delle lezioni scolastiche o sostenere il “modello weekend” che consiste in 2.5 ore al sabato o alla domenica.

Spostare l’insegnamento delle terze lingue eliminandole dall’orario consueto di insegnamento nelle scuole cattoliche del provveditorato di Toronto signifi ca relegarle in un angolo: saranno infatti i genitori a decidere se iscrivere o meno i figli al programma.

L’italiano, così come altre lingue, sarà marginalizzato, avrà un ruolo secondario anche se rappresentano un patrimonio di indiscusso valore oltre che un arricchimento del bagaglio culturale di chi le apprende.

I genitori, come preannunciato a luglio, dovranno ora esprimersi: affinché il questionario abbia valore è necessario un quorum di risposte delle famiglie del 67%. A votare a favore di una delle due al- ternative proposte deve essere al- meno il 51%. Qualora la soglia del 67% non venga raggiunta rimarrà in vigore l’insegnamento attuale così come è stato deciso dal TCDSB.

La lingua italiana nelle scuole del board cattolico continua quindi ad essere in pericolo: il suo insegnamento torna ancora una volta ad essere messo in discussione.

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