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La “guerra sull’alluminio” tra Canada e Stati Uniti

La “guerra sull’alluminio” tra Canada e Stati Uniti

La “guerra sull’alluminio” tra Canada e Stati Uniti

TORONTO – Che Trump avesse già dato prova, nel recente passato, di essere avvezzo a darsi, per come dire, ’la zappa sui piedi’ si sapeva. Ed è così che l’ex magnate dell’edilizia a stelle e strisce, oggi presidente degli Stati Uniti, ha voluto ancora una volta battere il pugno sul tavolo, imponendo al suo maggior ’alleato’ in termini di import-export – ossia il Canada – dei dazi sull’alluminio grezzo proveniente dal nostro Paese. Ma la mossa si è presto rivelata un boomerang.

Giovedì scorso, Trump aveva deciso di reimporre il 10% di dazi su alcuni prodotti canadesi in alluminio, per “proteggere l’industria degli Stati Uniti dall’aumento delle importazioni” del metallo duttile di cui il Canada è grande esportatore. Una mossa che ha fatto infuriare sia il governo di Ottawa, che addirittura alcuni gruppi imprenditoriali degli Stati Uniti stessi. Insomma, quello che – in gergo calcistico – si definirebbe come un ’autogol’ da parte dell’amministrazione Trump. L’ennesimo. Ed Ottawa non è di certo stata a guardare, anzi.

Il vice primo ministro Chrystia Freeland – venerdì scorso – ha affermato che la decisione degli Stati Uniti di reimporre una tariffa del 10 per cento su alcuni prodotti canadesi in alluminio è “assurda” ed ha sottolineato con forza che il Canada “risponderà prontamente” con l’imposizione a sua volta di tariffe per un valore di 3,6 miliardi di dollari.

“Lasciatemi essere chiara, – ha ribadito la Freeland – l’alluminio canadese non è in alcun modo una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, che rimane la ragione apparente di tutto ciò (l’imposizione dei dazi, ndr) e questa è una nozione ridicola”, ha sottolineato la vice di Justin Trudeau. Trump aveva fatto l’annuncio a sorpresa nel corso di un evento svoltosi in Ohio, sostenendo che il business dell’alluminio degli Stati Uniti “è stato decimato dal Canada.”

“Il Canada stava approfittando di noi, come al solito”, aveva detto Trump. In una dichiarazione rilasciata dalla Casa Bianca venivano anche citati “problemi di sicurezza nazionale” nel motivare la decisione presa dall’amministrazione Trump di ripristinare i dazi.

Il ministro Freeland, tuttavia, ha sottolineato che le “prime vittime” delle tariffe imposte da Washington saranno gli stessi lavoratori e consumatori americani”. Il vice primo ministro ha poi proseguito dicendo che “gli Stati Uniti hanno preso l’assurda decisione di fare del male al proprio popolo in un momento in cui la sua economia sta soffrendo la crisi più profonda dalla Grande Depressione”, ossia dal 1929.

“In effetti, le stesse lavatrici prodotte nello stabilimento della Whirlpool, dove il Presidente Trump ha fatto il suo annuncio – ha messo in evidenza Freeland – diventeranno ora più costose per gli americani e meno competitive con le equivalenti macchine prodotte in altre parti del mondo.” Un nutrito numero di realtà industriali, appartenenti al settore manifatturiero in particolare – comprese le camere di commercio canadesi e statunitensi – ha reagito negativamente alla decisione presa da Trump di reimporre i dazi.

Se tutto rimarrà come anticipato dal presidente americano e fatto salvo che lo stesso non si rimangi la parola, si prevede che i dazi entreranno in vigore il 16 agosto prossimo – come confermato dalla stessa Freeland – la quale ha però confessato di sperare “che prima di allora finisca per prevalere il buon senso”, riferendosi all’amministrazione Trump. Il vice primo ministro canadese ha detto che “una guerra commerciale è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno” mentre il mondo sta ancora combattendo la pandemia globale del coronavirus.

E se il governo federale ha mostrato subito grande determinazione, all’annuncio fatto da Trump, su tutte le furie è andato letteralmente il premier dell’Ontario, Doug Ford, il quale si è detto “deluso” dal presidente degli Stati Uniti. “Siamo il loro partner commerciale numero uno al mondo”, ha detto il premier dell’Ontario durante una conferenza stampa.

Ford ha sottolineato che “nel bel mezzo di una pandemia, tutti hanno bisogno di rimanere uniti” ed ha definito la decisione di Trump come “totalmente inaccettabile”, soggiungendo che ora “ci troviamo in una guerra commerciale”. Un Ford visibilmente stizzito ha chiosato dicendo: “ho sentito che imporranno dazi anche sulla nostra industria siderurgica dell’acciaio”. A Trump, dunque, la prossima mossa.