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La Corte d’Appello sta con il premier Ford

La Corte d’Appello sta con il premier Ford

TORONTO – Il braccio di ferro tra governo provinciale e consiglio comunale finito davanti alla Corte d’Appello si è concluso con la vittoria del premier Doug Ford.
La sentenza del giudice Belobaba è stata cancellata con un colpo di spugna in meno di 24 ore dai giudici che hanno riportato in vita il Bill 5.
La vittoria legale del governo della provincia significa che il personale del comune può immediatamente concentrarsi sulla pianificazione di una elezione secondo il modello che prevede 25 circoscrizioni e non più 47.
Inoltre, con il ritorno in scena del disegno di legge iniziale, il Bill 5, il governo abbandonerà la controversa Notwithstanding Clause invocata per poter scavalcare la sentenza della Corte Superiore dell’Ontario.
Gli avvocati del governo martedì hanno argomentato la necessità di poter far diventare legge il Bill 5 al fine di eliminare l’incertezza che aleggia intorno al voto del 22 ottobre, tesi sposata anche dai giudici della Corte d’Appello.
“Non è nell’interesse pubblico permettere che le elezioni imminenti procedano sulla base di una sentenza dubbia che invalida la legislazione debitamente approvata dalla legislatura», è la motivazione dei tre giudici che hanno anche respinto le argomentazioni di coloro che si opponevano al Bill 5 e ritenevano responsabile la provincia per il caos creato in vista delle elezioni comunali.
“Non accettiamo la richiesta di coloro che ritengono che, poiché l’Ontario ha esercitato la sua autorità legislativa per emanare la legge 5, non ha le ‘mani pulite’ e non dovrebbe avere diritto al ribaltamento della sentenza da parte di questo tribunale”, si legge ancora nella motivazione della commissione. Il giudice Belobaba la scorsa settimana ha ritenuto che il Bill 5 della provincia.
che riduce il numero dei consiglieri da 47 a 25 “viola i diritti di libertà di espressione dei candidati e degli elettori”. Il nocciolo della disputa, secondo i giudici, si riconduce al fatto che “la questione per i tribunali non è se il Bill 5 sia ingiusto ma se sia incostituzionale”. “Mentre il cambiamento determinato dal Bill 5 è indubbiamente frustrante per i candidati che hanno iniziato la campagna elettorale a maggio, non siamo persuasi che la loro frustrazione costituisca una sostanziale interferenza con la loro libertà di espressione – hanno scritto ancora i giudici – i candidati erano e sono ancora liberi di dire quello che vogliono agli elettori”. Non si è fatto attendere il commento alla sentenza del ministro agli aari municipali: «È tempo di lasciare dietro di noi i giochi politici – ha detto Steve Clark – continueremo a lavorare con il city clerk della città di Toronto per fornire ogni supporto possibile al fine di aiutare nell’organizzazione delle elezioni del 22 ottobre». «C’è una questione di legittimità che incombe sull’elezione di Toronto anche dopo la decisione della Corte d’Appello riguardo il Bill 5 – ha detto il leader del Green Party Mike Schreiner – anche se Bill 5 potrebbe essere legale, non è giusto in ogni caso: il premier ha scelto di far scoppiare una crisi piuttosto che rispettare i cittadini di Toronto seguendo un adeguato processo di consultazione per determinare la dimensione corretta del consiglio». Il sindaco John Tory ha dichiarato durante una conferenza stampa che la decisione della corte d’appello ora garantisce delle certezze in vista delle prossime elezioni. “Mi sono opposto e continuo ad oppormi alle azioni del governo provinciale. Sono ingiuste, non sono necessarie e non hanno precedenti. Non si cambiano le regole di un’elezione nel bel mezzo di questa. Tory ha detto che gli avvocati della città sono stati incaricati dal consiglio di continuare a lottare contro il Bill 5, ma che ora l’attenzione è concentrata sul fatto che le elezioni si svolgano nel modo più corretto possibile.

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