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Kenney, cinque condizioni a Trudeau: “Impari da Harper, l’Ovest è alienato”

Kenney, cinque condizioni a Trudeau: “Impari da Harper, l’Ovest è alienato”

TORONTO – L’atteggiamento del governo federale nei confronti delle province dell’Ovest deve cambiare radicalmente: altrimenti il malcontento è destinato a salire e gli esiti saranno imprevedibili.

È questo il messaggio lanciato da Jason Kenney durante il suo incontro a Ottawa con Justin Trudeau, un meeting nel quale il premier dell’Alberta non solo ha presentato una lista di nodi che devono essere sciolti per il benessere della sua provincia, ma dove ha anche indossato i panni del portavoce del malessere generalizzato di tutte le province dell’Ovest.

Province, ricordiamolo, che alle ultime elezioni hanno votato in massa contro Trudeau.

Kenney ha ribadito al leader liberale quanto aveva enunciato in mattinata al Canadian Club della capitale, dove aveva elencato punto per punto le sue richieste al governo federale e dove aveva delineato il clima che si respira in Alberta, in Saskatchewan e in Manitoba.

“Cresce un sentimento di alienazione – aveva sottolineato – che si vive in queste province e che potrebbe portare a delle conseguenze imprevedibili. Noi, dal canto nostro, abbiamo lavorato per Ottawa troppo a lungo, adesso è giunto il momento che Ottawa inizi a lavorare per l’Alberta. Il governo federale deve smetterla di rendere più difficile la nostra ripartenza economica”.

Kenney ha poi chiarito di non voler assecondare i sentimenti separatisti, aggiungendo però di comprendere quelle che sono le ragioni alla base del movimento Wexit: la prima, il senso di isolamento e abbandono da parte del governo centrale.

Il premier dell’Alberta è stato particolarmente polemico su alcuni temi portati avanti da Trudeau durante l’ultima campagna elettorale, in particolare sulla promessa del leader liberale di voler combattere contro le grandi compagnie petrolifere.

“Ma ve lo immaginate voi un primo ministro che dice: abbiamo bisogno di un governo che combatta contro le grandi compagnia automobilistiche? O contro le grandi compagnie dell’aviazione? È per questo che abbiamo visto cresce questo sentimento di alienazione nelle Prairies, in particolare in Alberta”.

L’ex ministro dell’Immigrazione ha poi voluto dare un consiglio al primo ministro: “Deve imparare da Harper se vuole che il suo governo di minoranza funzioni: quindi massimo dialogo con tutte le forze parlamentari”.

Kenney ha presentato a Trudeau cinque richieste concrete. Primo, ha chiesto al primo ministro di stabilire una data, la più vicina possibile, per il completamente dell’espansione dell’oleodotto Trans Mountain, giudicato vitale per la crescita economica dell’Alberta.

Quindi, ha chiesto di rivedere i meccanismi del sistema di equalizzazione, in particolare i limiti fissati da Ottawa per le province in crisi economica, che attualmente non fanno superare i 60 dollari pro capite ai cittadini dell’Alberta nei fondi che il governo federale dovrebbe dare a quello provinciale.

Poi, ci sono i nodi legati a due leggi sulle quali il premier dell’Alberta chiede la collaborazione del primo ministro. Si tratta del Bill C-48, che in sostanza impedisce alle petroliere di attraccare nei porti del Nord della British Columbia, una norma che limita il potenziale di esportazione del petrolio estratto in Alberta verso i mercati asiatici, e del Bill C-69, la legge che include la lista dei criteri secondo i quali il governo decide o meno di avviare studi di impatto ambientale su determinati progetti.

Kenney infine chiede al governo federale di aumentare gli strumenti finanziari per le compagnie private nel settore energetico e pretende che Ottawa non metta becco sui regolamenti di controllo e abbassamento del metano.

Trudeau a margine dell’incontro si è detto ottimista sul futuro delle relazioni con il premier dell’Alberta: tutte le condizioni poste da Kenney saranno valutate con grande attenzione.

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