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Justin Trudeau nell’occhio del ciclone

Justin Trudeau nell’occhio del ciclone

TORONTO – “Sono appena stata informata dal primo ministro del Canada che sono stata rimossa dal caucus liberale e da candidato confermato di Vancouver Granville per il Partito liberale del Canada nelle elezioni federali del 2019”.

È stato questo il messaggio postato su Twitter dall’ex Attoney General Jody Wilson-Raybould. Era nell’aria e martedì sera è diventata realtà l’espulsione dal caucus liberale della Wilson-Raybould e di Jane Philpott che pur essendosi dimesse dal governo, non avevano alcuna intenzione di lasciare il gruppo parlamentare.

«La fiducia che esisteva in precedenza tra queste due persone e il nostro team è stata persa – ha affermato Trudeau – Sia che si tratti di registrare le conversazioni senza il consenso o di esprimere ripetutamente una mancanza di fiducia nel nostro governo e in me personalmente come leader, è diventato chiaro che la signora Wilson-Raybould e la dottoressa Philpott non possono più far parte del nostro team liberale».

A far traboccare il vaso sembra essere stata la registrazione fatta in segreto dall’ex Attorney General di una telefonata con l’ex capo della burocrazia Michael Wernick.

«Se un politico registra segretamente una conversazione con qualcuno, è sbagliato. Quando quel politico è un ministro del governo che registra segretamente un dipendente pubblico, è sbagliato. E quando quel ministro del governo è il procuratore generale del Canada, che registra segretamente il cancelliere del Privy Council, è inconcepibile», ha detto Trudeau.

Wilson-Raybould, che ha scritto ai suoi colleghi liberali, nella speranza di convincerli a permetterle di rimanere nel caucus, si è dimessa dal gabinetto del primo ministro Justin Trudeau a febbraio, dopo essere stata rimossa in un rimpasto di governo, dall’incarico di Attorney General.

Ora, mentre l’ex procuratore generale riflette sul suo futuro, i suoi sostenitori nel distretto di Vancouver Granville affermano di essere delusi dall’espulsione e si dicono pronti a sostenrla alle prossime elezioni federali qualora decida di candidarsi da indipendente. Naturalmente per l’opposizione la lotta intestina dei liberali è un terreno fertile per sferrare attacchi.

«I canadesi giudicheranno la rimozione di Jane Philpott e Jody Wilson-Raybould dal caucus liberale esattamente per quello che è, un tradimento della giustizia – h a tuonato il leader conservatore Andrew Scheer – i deputati eletti dovrebbero proteggere coloro che mettono in luce la cattiva condotta del governo e la corruzione, non punirli».

Anche il leader dell’NDP Jagmeet Singh ha voluto esprimere il suo pensiero con un messaggio su Twitter: «Wilson-Raybould è stata leale con i canadesi e queste azioni mostrano ai canadesi quale è il concetto di integrità per i liberali », ha scritto.

Ma all’indomani dell’allontanamento di Wilson-Raybould e Philpott, Trudeau che è stato preso di mira riguardo la sua agenda sulla parità di genere e tacciato di ipocrita ha sottolineato l’importante lavoro delle principali donne ministre, tra cui il ministro degli affari esteri Chrystia Freeland, il ministro del lavoro Patty Hajdu e il ministro delle istituzioni democratiche Karina Gould.

Ieri, alla Camera dei Comuni, mentre il primo ministro si rivolgeva ai 338 delegati, ognuno dei quali rappresentava un riding diverso, un nutrito gruppo di donne chiamato “Daughters of the Vote” gli hanno voltato le spalle in segno di protesta per l’espulsione di Jody Wilson-Raybould e della Philpott.

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