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Italiani, percorso ad ostacoli per arrivare in Canada

Italiani, percorso ad ostacoli per arrivare in Canada

TORONTO – Un italiano desideroso di venire a vivere in Canada deve aff rontare un percorso ad ostacoli. E molto spesso, a causa del ginepraio di cavilli burocratici, legacci regolamentari e requisiti linguistici, preferisce desistere, e trovarsi un altro Paese dove costruirsi un futuro.

La conferma di questo scenario desolante, documentato dal Corriere Canada a partire dal 2013, arriva anche dai numeri e dai dati presenti nel Rapporto Migrantes 2019.

Nell’ultimo anno preso in esame, dove le cifre sono defi nitive – il 2018 – hanno preso la residenza in Canada 1702 italiani (974 uomini e 728 donne), mentre il totale di chi possiede un passaporto italiano nel nostro Paese è sceso a quota 139.578 rispetto a 140.734 dell’anno precedente.

Ma è dall’analisi dell’anzianità di iscrizione all’Aire (Anagrafe Italiani residenti all’estero) che si riesce ad inquadrare meglio il fenomeno.

Il 55,5 per cento degli italiani che vivono in Canada ha preso la residenza da oltre 15 anni. Il 19,7 per cento dello stesso campione si è iscritto all’Aire nell’arco di tempo che va dai 10 ai 15 anni. Più ci avviciniamo ai giorni nostri e più la percentuale precipita.

Gli italiani che hanno preso la residenza in Canada da 3 a 5 anni fa rappresentano il 5,4 per cento, mentre il 5,2 per cento del totale è venuto a vivere nel Paese della foglia d’acero da 1 a 3 anni fa. Solo il 2,7 per cento, infine, si è iscritto all’Aire nell’ultimo anno.

Quali sono i motivi che hanno portato all’iscrizione all’Aire? Anche in questo caso il Rapporto Migrantes 2019 può darci una mano a capire quali sono le dinamiche principali del fenomeno migratorio dall’Italia al Canada.

Il 59,9 per cento del totale si è iscritto per espatrio, mentre il 27,4 per nascita. Il 7 per cento del campione si è riscritto, per il 4 per cento l’iscrizione è avvenuta per l’acquisizione o il recupero della cittadinanza mentre lo 0,9 per trasferimento.

Le comunità italiane nel mondo In tutto gli italiani residenti all’estero sono 5.288.281, distribuiti in tutti i continenti.

Sul piano regionale, come è caratterizzata la diaspora italiana? A livello assoluto è la Sicilia la regione che contribuisce di più al fenomeno migratorio, con 768mila siciliani che vivono al di fuori dei confini nazionali italiani.

Sul podio poi troviamo la Campania con 507mila e la Lombardia con 501mila, una regione questa dove l’emigrazione rappresenta un fenomeno relativamente nuovo legato alla cosiddetta “fuga dei cervelli”. Seguono quindi il Lazio (461mila), il Veneto (430mila) e la Calabria (413mila).

Sono la Valle D’Aosta e le Marche le due regioni italiane meno interessate al fenomeno migratorio, mentre negli ultimi anni hanno fatto un netto balzo in avanti altre regioni che storicamente non hanno alimentato l’emigrazione dal Belpaese, come l’Emilia Romagna, la Toscana e la Liguria.

Un’ultima nota, infine. Con la riforma costituzionale approvata in via definitiva il mese scorso gli oltre 5 milioni di italiani residenti all’estero saranno rappresentati da appena 12 parlamentari e non più da 18.

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