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Ispettori canadesi in Iran, due i missili contro l’aereo

Ispettori canadesi in Iran, due i missili contro l’aereo

Ispettori canadesi in Iran, due i missili contro l’aereo

OTTAWA – Se non ci fosse stata grande tensione nella regione, le vittime della strage di Teheran sarebbero ancora vive. Questo – in sintesi – il pensiero del primo ministro, Justin Trudeau, espresso nel corso di un’intervista televisiva concessa – lunedì sera – a Global News.

“Credo che se non ci fossero state tensioni, se non ci fosse stata una escalation di recente nella regione, quei canadesi sarebbero a casa proprio adesso, con le loro famiglie” ha detto Trudeau.

Durante l’intervista, Trudeau ha specificato che il Canada non era stato avvisato in anticipo del raid contro il generale iraniano Qasem Soleimani – avvenuto, a Bagdad, il 3 gennaio scorso – e che “ovviamente” avrebbe preferito esserlo.

“Gli Stati Uniti prendono le loro decisioni. Cerchiamo di lavorare come comunità internazionale sulle questioni più importanti. Ma a volte i Paesi intraprendono azioni senza informare i loro alleati” ha lamentato.

Trudeau ha quindi assicurato che il governo di Ottawa sta lavorando con la massima velocità possibile per riportare a casa i corpi delle vittime canadesi (almeno 57, ndr) per la loro sepoltura, malgrado l’intero procedimento potrebbe richiedere “forse alcuni mesi” ha chiosato.

Nel frattempo, la delegazione di funzionari ed esperti aeronautici del ministero dei trasporti canadese ha raggiunto Teheran – nella giornata di ieri – per prendere parte alle indagini sulle precise cause che hanno portato al disastro aereo ed alla sua esatta dinamica.

Agli esperti canadesi verrà permesso di controllare i resti dell’aereo schiantatosi al suolo, esaminare le due scatole nere del velivolo, fotografare le salme dei cittadini canadesi presenti a bordo e raccogliere alcuni effetti personali degli stessi.

Intanto, una nuova clamorosa novità apre nuovi scenari sull’abbattimento dell’aereo. Non uno, ma ben due missili avrebbero abbattuto il volo PS752. Questo è quanto si evince da un nuovo video – emerso online e pubblicato ieri dal New York Times- in cui si notano chiaramente due missili che vengono lanciati contro l’aereo passeggeri, a distanza di trenta secondi l’uno dall’altro.

Sebbene il video sia di scarsa qualità, risulta piuttosto chiaro come l’aereo venga colpito per ben due volte, nel cuore della notte di Teheran.

Sempre nella giornata di ieri, la magistratura di Teheran ha confermato l’arresto di altre 30 persone, “colpevoli di istigazione” per aver preso parte alle proteste avvenute – lo scorso fine settimana, in tutto il Paese – a seguito dell’abbattimento dell’aereo ucraino.

L’autorità giudiziaria iraniana ha aggiunto – in un secondo momento – che alcuni degli arrestati sarebbero stati rilasciati, senza però fornire ulteriori dettagli sulle motivazioni.

Tra questi potrebbe esserci stato anche l’ambasciatore britannico, Rob Macaire, accusato di aver “istigato alla protesta” e già arrestato – per poche ore – lo scorso 11 gennaio, nella capitale iraniana.