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Insegnanti contro Ford, è guerra aperta

Insegnanti contro Ford, è guerra aperta

TORONTO – Affermare che salvo miracoli dell’ultima ora il sistema scolastico dell’Ontario stia precipitando in una situazione a dir poco caotica, non è una esagerazione.

Che gli insegnanti di ogni ordine e grado abbiano il dente avvelenato contro Doug Ford e la sua riforma della scuola che ha propinato tagli a volontà, non è d’altronde un mistero. Così come era nell’aria che al braccio di ferro tra governo e l’Ontario Secondary School Teachers’ Federation (OSSTF) si sarebbero uniti altri sindacati.

Ieri, ad esempio, è iniziato lo sciopero bianco degli insegnanti aderenti all’Ontario English Catholic Teachers’ Association (OECTA) che pur continuando a fare lezione, si rifiuteranno di preparare le pagelle, non prenderanno parte alle iniziative organizzate dal Ministero dell’Istruzione e neppure alla valutazione di matematica – EQAO – per gli studenti del grado 9. Boicotteranno insomma le attività che esulano dall’insegnamento.

Urge un accordo per porre fine a una situazione che diventa ogni giorno più complicata e difficile da gestire. Gli insegnanti cattolici sono sul piede di guerra: qualora non si riesca a giungere a una intesa nei prossimi giorni, il 21 gennaio non varcheranno il portone delle loro scuole.

«È diventato chiaro che questo governo farà la cosa giusta solo quando sarà messo sotto pressione dai residenti dell’Ontario. Non ci hanno lasciato altra scelta», ha dichiarato ieri la presidente Ontario English Catholic Teachers Association Liz Stuart.

A non farsi passare per l’anticamera di Toronto l’idea di supervisionare le attività extracurricolari o partecipare alle gite, sono anche i maestri elementari rappresentati dall’Elementary Teachers’ Federation of Ontario (ETFO) che da ieri hanno deciso di fare pressione sul governo con lo sciopero bianco.

A questa forma di protesta, però, qualora non ci fossero progressi significativi nei negoziati, potrebbero far seguito una serie di scioperi a rotazione a partire dal 20 gennaio. L’escalation si prefigge lo scopo di ammorbidire la posizione di Queens Park. «L’approccio di questo governo ai colloqui sui contratti nel settore dell’istruzione è una messa in scena – ha dichiarato il presidente dell’ETFO Sam Hammond – le questioni chiave sono invece un maggiore sostegno per gli studenti con bisogni speciali, la violenza nelle scuole e mantenere il kindergarten a tempo pieno».

Intanto mercoledì, per la quinta volta da dicembre, gli insegnanti delle scuole superiori non saranno in classe ma fuori dalle scuole a fare picchetti informativi e a manifestare davanti agli uffici dei deputati provinciali. Diciotto sono i provveditorati interessati dalla serrata, tra i quali quello di Durham, Hamilton e Ottawa.

«Il ministro della pubblica istruzione continua a far credere che motivo di scontro sono i salari – ha dichiarato il presidente dell’OSSTF Harvey Bischof – eppure, quando abbiamo o#erto di annullare la serrata della scorsa settimana in cambio di classi con un numero minore di studenti e garanzie al personale – questioni che nulla hanno a che fare con la retribuzione – il governo Ford ha deciso di rifiutare la nostra proposta piuttosto che evitare l’interruzione delle lezioni per i ragazzi».

Ultima categoria decisa a far venire i capelli bianchi al ministro dell’Istruzione è quella degli 11.800 insegnanti nei 12 provveditorati di lingua francese dell’Ontario aderenti alla Association Des Enseignantes Et Des Enseignants Franco-Ontariens (AEFO): secondo un portavoce di Stephen Lecce sono pronti a iniziare uno sciopero bianco giovedì.

L’AEFO non ha confermato la notizia riservandosi di rivelare i suoi prossimi passi durante una conferenza stampa, forse anche oggi.

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