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In arrivo la stangata sulla casa, alla Polizia un budget miliardario

In arrivo la stangata sulla casa, alla Polizia un budget miliardario

In arrivo la stangata sulla casa, alla Polizia un budget miliardario

TORONTO – Mettiamoci il cuore in pace.

Nonostante la promessa elettorale fatta da John Tory di non aumentare le tasse di proprietà, a partire dal prossimo anno a Toronto arriverà la stangata sulla casa.

E non sarà una semplice “una tantum”, un prelievo forzoso su chi possiede una casa che si esaurirà nel 2020, ma al contrario sarà un lungo e doloroso processo – per le tasche dei contribuenti – che si prolungherà per sei anni, con aumenti progressivi che si concluderanno nel 2025, quando il mandato del primo cittadino sarà concluso da tempo e – chissà – quando ci sarà qualcun altro politico sullo scranno più alto di City Hall.

Dopo il via libera all’unanimità in commissione esecutiva dell’11 dicembre, il tanto temuto aumento delle tasse sulla casa è arrivato ieri nella seduta plenaria del consiglio comunale.

La discussione è durata buona parte della giornata, con la votazione che ha dato il via libera scontato al piano di Tory.

Gli aumenti delle tasse sono stati sostenuti da 23 consiglieri comunali, solamente 3 i voti contrari: si tratta del vice sindaco Denzil Minnan-Wong, di Anthony Peruzza e di Michael Ford La misura diventerà operativa già a partire dal prossimo anno.

Ma come funzionano gli aumenti? Secondo la tabella di marcia messa a punto da Tory, rimarrà in vigore ben oltre la sua scadenza naturale il primo aumento cumulativo che doveva coprire l’arco temporale dal 2017 al 2021 pari al 2,5 per cento. In aggiunta – e qui arriva il nuovo pesante balzello – si dovrà calcolare un aumento dell’1 per cento sia per il 2020 che per il 2021.

Ma non è finita. Nei quattro anni successivi, quindi nel 2022, 2023, 2024 e 2025 la tassa sulla casa subirà un ulteriore aumento dell’1,5 per cento.

In tutto, quando il salasso voluto da Tory sarà a pieno regime, la crescita complessiva delle tasse di proprietà sarà del 10,5 per cento.

In media, secondi i calcoli presentati dal sindaco, il primo incremento dovrebbe costare a chi possiede una casa intorno ai 43 dollari, mentre a partire dal 2025 pagheremo circa 280 dollari in più.

City Hall, dato il via libera al piano del sindaco, potrà così ricavare intorno a 6,6 miliardi di dollari che serviranno a finanziarie sostanzialmente due settori: quello delle case popolari e quello dei trasporti.

“Questo piano – ha sottolineato Tory – è la via migliore per raccogliere miliardi di dollari da investire nei trasporti e nelle politiche abitative, visto l’attuale clima politico e vista la mancanza di strumenti impositivi. Non abbiamo avuto scelta – ha poi aggiunto – a causa delle limitazioni che ci sono state imposte su come possiamo raccogliere nuove entrate”.

Allo stesso tempo Tory ha sottolineato come la sua azione amministrativa sia stata guidata dalla prudenza fiscale e dal controllo dei conti, sia nel primo mandato che nel secondo: negli ultimi cinque anni – ha ribadito – il Comune è stato in grado di eliminare dalle voci di spesa circa 891 milioni di dollari e questo ha rappresentato una boccata d’ossigeno per i conti cittadini.

Nel frattempo, mentre i residenti di Toronto si preparano alla prossima stangata pluriennale, la polizia cittadina chiede più soldi ed è pronta a ricevere un lauto aumento nel suo budget annuale. Il Toronto Police Services Board ha inviato al consiglio comunale la sua bozza di bilancio, con la richiesta di aumentare i fondi del 3,9 per cento.

In tutto il peso della polizia sui conti cittadini sarà di oltre un miliardo di dollari – 1,076 miliardi – con un aumento di una quarantina di milioni di dollari rispetto al budget dello scorso anno. L’aumento repentino non è stato accolto con grande entusiasmo a City Hall.

Lo stesso Tory ha ammesso che durante la sua permanenza come primo cittadino, gli aumenti del budget della Toronto Police sono stati in media dell’1,6 per cento, con delle fluttuazioni.