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Immigrazione, una spina nel fianco per Trudeau

Immigrazione, una spina nel fianco per Trudeau

TORONTO – L’immigrazione è destinato a diventare uno dei temi caldi della prossima campagna elettorale.

E, sondaggi alla mano, potrebbe rappresentare una bomba ad orologeria che il primo ministro Justin Trudeau dovrà disinnescare prima che esploda.

Nel frattempo, l’ultima indagine demoscopica della Ipsos Reid conferma come in Canada stia montando uno strisciante sentimento anti immigrazione, un fenomeno questo già visto negli Stati Uniti, in Italia e in molti Paesi europei.

Secondo la Ipsos, infatti, il 54 per cento dei canadesi ritiene che il Paese sia “troppo accogliente. nei confronti degli immigrati. Un dato questo alimentato più che altro dalla percezione che dalla realtà.

Numeri alla mano, infatti, il Canada non sta subendo un’invasione e non è vittima di un fenomeno migratorio incontrollato. Il fattore che incide maggiormente, semmai, è quello relativo ai richiedenti asilo che negli ultimi 18 mesi hanno attraversato il confi ne tra Stati Uniti e Canada in Quebec: in tutto, 36mila migranti.

Siamo ben lontani dai dati del 2001, quando si sorpassò quota 44mila. Nel 2017 vennero presentate nel nostro Paese circa 50mila richieste di asilo: di queste, solo 18mila erano state fatte da migranti che avevano attraversato il confi ne Usa- Canada.

Eppure, la percezione generale è quella di una situazione d’emergenza, alimentata anche dalla narrativa del Partito Conservatore di Andrew Scheer, che attacca continuamente il governo su questo tema. Sempre secondo la Ipsos Reid, il 40 per cento dei canadesi ritiene che l’arrivo di immigrati renderà più difficile per i canadesi trovare lavoro.

Ed è ironico che proprio due giorni fa, StatsCan ha rivelato come il livello di disoccupazione in Canada sia al 5,6 per cento, valore più basso degli ultimi 43 anni. Anche in questo caso i numeri smentiscono la percezione generale.

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