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Il Canada non è un paese per bambini

Il Canada non è un paese per bambini

TORONTO – La reputazione del Canada nel mondo come paese ideale dove far crescere i propri figli viene smentita da statistiche che mostrano tassi sorprendentemente elevati di suicidi, maltrattamenti sui minori e problemi di salute mentale.
Il quadro preoccupante emerge da una relazione stilata dal Children First Canada e dall’O’Brien Institute for Public Health che hanno analizzato i dati che mettono in luce vari aspetti della vita dei ragazzi, da quelli relativi alla povertà fino all’obesità infantile. A raccogliere i dati sono state importanti organizzazioni tra le quali figurano anche Statistics Canada e il Canadian Institute of Health information: la relazione si conclude con un appello ai diversi livelli di governo a fare di più per garantire che i bambini beneficino della ricchezza e della prosperità complessive del paese.
«Sia che si parli di mortalità infantile, incidenti o problemi di salute mentale, queste statistiche sono profondamente allarmanti – ha detto Sara Austin, direttore capo di Children First – il Canada è la quinta nazione più prospera del mondo, ma quando si tratta del benessere dei bambini, siamo molto indietro.
C’è un grande gap tra il benessere dei nostri figli e il benessere della nostra nazione».
L’esistenza di questo divario è già stato riconosciuto internazionalmente e nella classifica di 41 paesi nella Organization of economic co-operation and development, in relazione al benessere dei bambini il Canada si piazza al 25º posto.
Il rapporto ha rilevato che nell’ultimo decennio il numero di ricoveri per problemi inerenti la salute mentale nella fascia di età compresa tra 5 e 24 anni sono aumentati del 66% mentre il numero di ospedalizzazioni nello stesso periodo è salito del 55%. Dal rapporto emerge che l’Ontario ha registrato di gran lunga il maggior numero di visite al pronto soccorso e di ricoveri in ospedale per disturbi di salute mentale.
Nel solo 2016, ad esempio, sono stati ricoverati 16.291 bambini, più del doppio del numero registrato in Quebec, che si è classificato al secondo posto. Secondo il dottor Peter Szatmari, che ha guidato la collaborazione tra il Child and youth mental health, il Sick kids hospital, il Centre for Addiction and mental health e l’Università di Toronto, i numeri che emergono dallo studio rappresentano la continuazione di una tendenza consolidata.
Statistiche allarmanti che mettono in luce un numero crescente che giunge anche al suicidio. «Il suicidio è la seconda causa di morte più comune tra i bambini – ha affermato Austin – il tasso di suicidio infantile in Canada è tra i primi cinque al mondo». Szatmari ha osservato che il Canada è l’unica nazione del G7 a non avere una strategia nazionale di prevenzione del suicidio, aggiungendo che le province che come il Quebec ne hanno adottato una, hanno conseguito risultati positivi.
«Questi problemi sono tutti interconnessi – ha detto Austin – sono tutti collegati alla povertà, all’abuso e al sottoinvestimento sistemico nella salute e nel benessere dei nostri bambini». Secondo Austin la situazione è inquietante anche riguardo gli abusi sui minori che sono particolarmente sorprendenti: un canadese su tre riferisce di aver subito alcune forme di abuso prima di compiere 16 anni. In quanto a mortalità infantile il Canada occupa il terzultimo posto dei paesi sviluppati. Il rapporto chiede infine al governo federale di adottare tre misure per affrontare le carenze del sistema: istituire una commissione per i bambini, rendere pubbliche le spese relative ai minori e istituire una carta dei diritti per i bambini.

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