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“I provveditorati potranno dover unire le classi”

“I provveditorati potranno dover unire le classi”

“I provveditorati potranno dover unire le classi”

TORONTO – “I provveditorati non avranno altra scelta che combinare alcune classi, visto che molti studenti sceglieranno l’apprendimento online” ha detto ieri il capo dell’associazione fiduciari scolastici dell’Ontario. Cathy Abraham, presidente dell’Ontario Public School Boards’ Association, ha detto che questi accorpamenti di classi “varieranno a seconda dei provveditorati ed avverranno con decisioni distinte l’una dall’altra, da scuola a scuola”, quando si conoscerà il numero esatto degli studenti che avranno scelto l’apprendimento in classe o quello online.

“Siamo consapevoli del fatto che esistono alcune scuole in cui le classi verranno unite”, ha detto Abraham. “Se verranno unite è a causa della necessità di rispettare le direttive date dal ministero ed i genitori dovrebbero verificare, con i loro provveditorati di appartenenza, se hanno preoccupazioni circa la dimensione della classe dei propri figli”.

Secondo Abraham, i provveditorati non hanno la possibilità di “mantenere classi di dimensioni inferiori, senza occupare gli spazi lasciati dagli studenti che optano per l’apprendimento online a causa della pandemia di Covid-19”. I provveditorati devono rispettare gli accordi per ottenere il finanziamento dal governo dell’Ontario, il che significa che “le dimensioni delle classi rimarranno le stesse, nonostante le scelte fatte dagli studenti”, ha ribadito.

Dato che le iscrizioni al nuovo anno scolastico sono ancora in fase di finalizzazione “le dimensioni delle classi – sottolinea la presidente dell’OPSBA – potrebbero non risultare un problema nelle scuole delle zone rurali più piccole, dove il numero di casi di Covid-19 è inferiore e più studenti ritorneranno in classe di persona, ma nelle scuole delle città più grandi che potranno invece essere costrette a riorganizzare le classi perché più studenti opteranno per l’apprendimento online”, ha concluso.

Secondo il presidente dell’OECTA, Liz Stuart, “le scuole saranno costrette a ’reinventarsi’ le classi, nonostante il loro desiderio di ridurne le dimensioni (delle classi, ndr)” per incoraggiare il distanziamento fisico tra gli studenti.

“Nessun lavoratore nella provincia dell’Ontario dovrebbe sacrificare la propria salute e sicurezza, soprattutto quando ci sono misure così ovvie che il governo potrebbe adottare per ridurre il rischio e prevenire potenziali tragedie”, aveva detto lunedi il presidente dell’OSSTF, Harvey Bischof.

A lui ha così replicato ieri il premier dell’Ontario, Doug Ford: “Ascolto ogni giorno e continuerò ad ascoltare i consigli che ci giungono dagli esperti sanitari, a differenza del capo di un sindacato degli insegnanti che possiede una laurea in letteratura inglese, ma si sente un medico, come Harvey (Bischof, ndr)”.

Nel frattempo, i neodemocratici dell’Ontario hanno chiesto al difensore civico della provincia, Paul Dubé, di rivedere il piano di ritorno a scuola del governo. Il ministro-ombra all’istruzione per l’NDP, Marit Stiles, vuole che il difensore civico determini “se sono in atto misure per soddisfare gli standard di sicurezza raccomandati dagli esperti sanitari”.