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G7: Trump e Trudeau, sintonia su scala commerciale

G7: Trump e Trudeau, sintonia su scala commerciale

BIARRITZ – Una cordiale stretta di mano, insieme a grandi sorrisi. Il tutto sulla scia di un accordo molto importante, raggiunto in materia di commercio e libero scambio.

Questa la cornice e la sostanza dell’incontro avvenuto – ieri – tra Donald Trump e Justin Trudeau, a margine dei lavori del G7 in corso di svolgimento a Biarritz, in Francia.

L’accordo in questione è lo USMCA, che – lo scorso 30 novembre – venne firmato tra i leader di Stati Uniti, Messico e Canada in materia di scambi commerciali, e destinato a sostituire il NAFTA siglato 25 anni prima.

Sia Trump che Trudeau – a cospetto della stampa internazionale – si sono detti molto soddisfatti per un accordo che sarà di beneficio per entrambi i Paesi.

Il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha esordito dicendo “è sempre un piacere incontrare il presidente Trump”, per poi sottolineare i positivi colloqui sostenuti “in materia di economia globale”.

In merito all’USMCA, Trudeau ha detto che si tratta di “un accordo molto valido per i cittadini canadesi, per i nostri lavoratori e per la classe media”.

A Trudeau ha fatto eco il presidente Trump, il quale ha ribadito che “non appena questo accordo entrerà in vigore, Stati Uniti e Canada avranno modo di aumentare i loro scambi ed espandere i rispettivi commerci in maniera significativa”.

Trump ha poi sottolineato, sempre riferendosi al nuovo accordo per il libero scambio, “i nostri agricoltori lo amano, i sindacati lo amano, così come piace ai nostri lavoratori e persino a molti democratici” chiosando con un filo di ironia. Il trattato è difatti tuttora in attesa del voto di ratifica, solo da parte del parlamento statunitense, essendo già stato approvato da Canada e Messico.

Nel frattempo, il tema della guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina è rimasto sullo sfondo di tutti gli interventi nella seconda giornata di lavori del G7. Eppure Trump aveva assicurato di non avvertire pressioni degli altri alleati sugli Stati Uniti in merito allo scontro sui dazi con la Cina, perché “loro rispettano la guerra commerciale”.

Ma lo stesso Trump ha poi sferrato un nuovo attacco a Pechino: “Dal punto di vista degli Stati Uniti, quello che hanno fatto è vergognoso. Presidenti e amministrazioni hanno permesso loro di andare via prendendo centinaia di miliardi di dollari ogni anno e metterli in Cina”, ha detto il presidente USA, sottolineando però che con Pechino «adesso stiamo andando molto d’accordo, stiamo parlando molto seriamente. Per l’Italia presente al vertice il presidente del consiglio uscente, Giuseppe Conte.

Sia Conte che altri leader europei hanno messo in rilievo come la grande interdipendenza dell’economia globale fa sì che le guerre commerciali si riflettano su interi settori. Ad esempio una limitazione all’import di aiuto tedesche negli Stati Uniti avrebbe effetti negativi su tutta la filiera dell’automotive investendo anche i marchi italiani.

Trump dal canto suo è andato in soccorso al premier inglese Boris Johnson promettendo un grande accordo commerciale che compenserà le perdite della Brexit.

Johnson si è limitato a dire che i negoziati commerciali con gli Stati Uniti ci saranno ma ci sono enormi opportunità per il business inglese negli States. Trump e Johnson hanno anche discusso sulla sperimentazione della tecnologia 5G di Huawei.

Da parte americana si mantiene una posizione molto prudente per il rischio che dati sensibili possano finire nelle mani del governo di Pechino.

Tutti i leader hanno poi partecipato ad una colazione di lavoro con i vertici delle istituzioni finanziarie e gli organismi internazionali come Banca mondiale, Fondo Monetario, Wto ed Ocse. I lavori del G7 si concludono oggi.

Giorgio Mitolo

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