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Express Entry, un immigrato su due arriva dall’India

Express Entry, un immigrato su due arriva dall’India

Continua l’inchiesta del Corriere Canadese sullo stato di salute del sistema dell’immigrazione in Canada. Con un occhio di riguardo per gli arrivi dall’Italia, andremo ad analizzare i principali dati messi a disposizione dall’Open Data del governo federale e dal ministero dell’Immigrazione di Ottawa.

TORONTO – Il nome ufficiale è Express Entry, ma potremmo tranquillamente chiamarlo ufficio di collocamento per gli indiani desiderosi di venir a lavorare e vivere in Canada.

I dati del 2019 sull’Express Entry, il sistema a punti che contribuisce in modo decisivo alle dinamiche migratorie del nostro Paese, sono sconvolgenti e portano con loro numerose questioni aperte alle quali il nuovo ministro dell’Immigrazione dovrà dare risposte concrete.

Secondo le statistiche fornite dallo stesso dicastero federale, nei primi otto mesi del 2019 sono giunti in Canada 73.380 stranieri attraverso i quattro programmi regolati dall’Express Entry: il Federal Skilled Worker Program, il Federal Skilled Trades Program, il Canadian Experience Class e il Provincial Nominee Program (PNP) su base provinciale.

Di questi, ben 33.675 sono cittadini indiani, pari al 45,9 per cento del totale: in sostanza, uno straniero su due che viene invitato sulla base del famigerato sistema con 1.200 punti, che garantisce la Pr Card, è di nazionalità indiana.

Per inquadrare meglio questo strana dinamica sulle singole nazionalità che hanno accesso all’Express Entry, occorre andare a spulciare tutti i numeri relativi ai singoli Paesi.

Al secondo posto di questa speciale classifica troviamo la Nigeria, con 5.535 candidati che hanno avuto luce verde, seguita dalla Cina (4.020), dal Pakistan (3.330) e dagli Stati Uniti (2.635). Al 6 posto troviamo il Brasile (1.815), tallonato dalla Gran Bretagna (1.735), dall’Egitto (1.265), dalla Corea del Sud (1.095) e dalla Francia (930).

Sommando i Paesi che vanno dalla seconda alla decima posizione arriviamo a quota 22.360 ingressi garantiti, ancora molto lontani dai 33.675 garantiti agli indiani.

Per la cronaca, come abbiamo già messo in luce nella quarta puntata della nostra inchiesta, nel 2019 gli ingressi dall’Italia attraverso l’Express Entry sono stati appena 250.

Ma come è possibile che questo sistema crei tali scompensi e disfunzioni?

Il modello dell’Express Entry dovrebbe tenere conto di quattro macrofattori: abilità lavorativa, istruzione, abilità linguistica (inglese e/o francese), esperienza lavorativa.

Poi, a contribuire ad alzare il punteggio personale, entrano in gioco altri elementi, come la presenza di un fratello o una sorella che vivono già in Canada, l’abilità linguistica e il livello di istruzione del proprio partner, la presenza di un’offerta di lavoro, l’aver acquisito un qualsiasi titolo di studio in Canada, l’aver già avuto un’esperienza lavorativa in Canada e l’aver soddisfatto precedentemente i prerequisiti del programma di nomina provinciale (PNP).

Nell’edizione di domani andremo ad analizzare i numeri dell’Express Entry a partire da quando è entrata in vigore, nel 2015, per capire se le dinamiche in cinque anni siano cambiate o se abbiamo prodotto sostanzialmente gli stessi risultati.

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