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Express Entry, muro insormontabile per gli italiani

Express Entry, muro insormontabile per gli italiani

Continua l’inchiesta del Corriere Canadese sullo stato di salute del sistema dell’immigrazione in Canada. Con un occhio di riguardo per gli arrivi dall’Italia, andremo ad analizzare i principali dati messi a disposizione dall’Open Datadel governo federale e dal ministero dell’Immigrazione di Ottawa.

TORONTO – Doveva essere la rivoluzione copernicana del sistema dell’immigrazione del Canada. Ma a quattro anni dalla sua creazione, l’Express Entry si è rivelata per quello che è: un clamoroso buco nell’acqua, un meccanismo farraginoso, inefficiente e inefficace, un mostro burocratico che crea scompensi, ingiustizie, privilegi e favoritismi.

E dire che durante la campagna elettorale del 2015, la modifica dell’impalcatura che regola i flussi migratori del Canada era stata uno dei punti principali del programma del Partito Liberale che, nell’ottobre dello stesso anno, avrebbe poi vinto le elezioni.

Il sistema, partorito dalle menti dei precedenti ministri dell’Immigrazione conservatori Jason Kenney e Chris Alexander per alimentare chissà quali interessi, è rimasto intatto e integro per tutta la scorsa legislatura, avallato da chi ha occupato lo scranno più alto nel dicastero dell’Immigrazione, i ministri John McCallum e Ahmed Hussen.

Per gli italiani, desiderosi di costruirsi una nuova vita in Canada, l’Express Entry si è rivelato un muro insormontabile.

Il cervellotico sistema a invito sulla base di un punteggio – con i suoi famigerati 1.200 punti massimi da raggiungere – ha tagliato le gambe a buona parte delle domande giunte dal Belpaese.

Basti pensare che nei primi otto mesi del 2019, su circa 73mila stranieri che sono stati accettati e hanno potuto prendere la residenza in Canada attraverso questo sistema, solamente 250 erano italiani: 120 in Ontario, stesso numero in British Columbia e 10 in Nova Scotia. Zero, ripetiamo zero, in tutte le altre Province e Territori.

Gli italiani arrivati in Canada con l’Express Entry nell’anno in corso sono stati appena lo 0,34 per cento.

Ancora più sconvolgente è il fatto che si tratta della stessa identica percentuale dello scorso anno, quando su 92.230 inviti troviamo appena 320 italiani.

Cifre queste che non si discostano molto dagli anni passati: nel 2017 gli italiani giunti in Canada con l’Express Entry erano stati 330 (0.5 per cento), 215 nel 2016 (0,64%) mentre nel 2015 si scende a quota 95, con una percentuale più alta sul totale degli stranieri “promossi” (0,96%). Insomma, lo scenario che ci troviamo di fronte è davvero desolante.

L’Express Entry, presentata come un nuovo modello di eccellenza capace di fornire in breve tempo quanto richiesto dalle dinamiche del mercato del lavoro canadese, ha mostrato il suo vero volto, cancellando in toto il valore delle pari opportunità per tutti i richiedenti e il principio di meritocrazia.

Nei prossimi giorni andremo ad analizzare gli effetti nefasti dell’Express Entry e i dati sconvolgenti riguardo la provenienza degli stranieri giunti in Canada attraverso questo sistema.

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