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Didattica a distanza, scuole nel caos  

Didattica a distanza, scuole nel caos  

Didattica a distanza, scuole nel caos  

TORONTO – Scuole sempre più nel caos. I problemi all’interno del provveditorato cattolico e di quello pubblico sembrano addirittura diventare ancor più grandi con il passare dei giorni. Entrambi i consigli scolastici si trovano a dover affrontare la crisi provocata dal travaso di studenti, dallo studio in classe alla didattica a distanza.

Del resto il numero dei contagi giornalieri negli istituti scolastici è sempre meno incoraggiante: dopo il picco di martedì con 74 casi nel giro di ventiquattrore, ieri il numero è schizzato a 111 (69 gli studenti, 15 gli insegnanti e 27 i membri del personale non docente). Complessivamente finora le infezioni sono state 722 e le scuole interessate 379.

Il Toronto District School Board (Tdsb) ha appena informato i genitori dei bambini che frequentano le elementari dell’arrivo di cambiamenti “significatividal momento che, a causa del numero di ragazzi passati allo studio online, 570 maestri anzichè in classe saranno trasferiti all’insegnamento virtuale.

Modifiche alle classi, sono frequenti nelle prime due settimane dall’inizio dell’anno scolastico, spiega il provveditorato pubblico. Quest’anno però, a causa della pandemia di Covid-19, le difficoltà sono ragguardevoli.

“Anche se questo è un processo di routine che si verifica ad ogni anno scolastico, la pandemia e la didattica a distanza hanno determinato la necessità di cambiamenti più significativi e la distribuzione degli insegnanti tra lo studio in classe e quello virtuale, si legge nel promemoria inviato dal provveditorato pubblico ai genitori.

Le modifiche potrebbero includere un cambiamento degli insegnanti, la riorganizzazione delle classi per soddisfare i requisiti della dimensione e la ricollocazione di alcuni studenti in classi diverse.

La riorganizzazione si è resa necessaria dopo che ben 7.500 genitori hanno colto al volo la prima opportunità di quest’anno per trasferire i propri figli alla modalità di studio virtuale mentre a fare la scelta inversa sono stati in 3.000.

Conti alla mano il Tdsb si è ritrovato con 4.500 ragazzi in più che sono passati all’opzione di apprendimento virtuale, ma senza insegnanti sufficienti.

Sono centinaia gli studenti in 35 classi virtuali che non hanno ancora un docente. Finora il Tdsb ha cercato di risolvere il problema aumentando i limiti di alunni per classe, combinando classi di gradi diversi e reclutando insegnanti al di fuori dell’Ontario. Allo stesso tempo però, risulta che alcune scuole abbiano attualmente personale in eccesso.

«Non possiamo permetterci il lusso di avere classi più piccole mentre altri studenti che studiano online non hanno affatto una classe – ha detto il portavoce del Tdsb, Ryan Bird – abbiamo quindi dovuto riorganizzare il personale insegnante nelle nostre scuole per andare incontro alle problematiche dello studio virtuale in modo da poter supportare tutti i nostri studenti in questo momento». Togliere da una parte per immettere nell’altra, nella speranza di bilanciare la situazione anche se – come si può facilmente immaginare – il risultato non è completamente indolore.

Sono 324 le scuole che, secondo quanto annunciato dal Tdsb, perderanno almeno un insegnante nella riorganizzazione, mentre 136 scuole non vedranno cambiamenti. Dodici scuole invece vedranno aumentare il proprio corpo insegnante di 1 o 2 maestri.

Non è immune ai problemi provocati dalla corsa allo studio online il Toronto Catholic District School Board (Tcdsb). Il semaforo è rosso per gli studenti delle 163 scuole elementari che intendono passare dalle lezioni in presenza a quelle online: per poterlo fare devono attendere almeno sino al 31 ottobre.

Nel frattempo, il provveditorato cattolico si sta affrettando ad assumere insegnanti in numero sufficiente per soddisfare la domanda di studio virtuale. Nel frattempo, il secondo più grande provveditorato scolastico di Toronto ha sospeso la fuga dalle aule sino a quando non sarà in grado di assicurarsi che ci siano docenti proporzionati ai bisogni per entrambe le modalità di studio.

«Questo non significa che gli studenti non saranno mai in grado di cambiare», ha dichiarato Shazia Vlahos, responsabile dell’ufficio stampa del provveditorato.

Fino a lunedì scorso, alcuni studenti iscritti alla modalità a distanza erano ancora senza insegnante. Sebbene i docenti siano ora stati assegnati a tutti i 25.000 studenti online, il Tcdsb non ha fornito il ancora numero di ragazzi che ha indicato di voler passare all’apprendimento a distanza, dicendo di non avere ancora il quadro completo.

Gli studenti che desiderano andare nella direzione opposta, dalle lezioni online a quelle in presenza, tuttavia, possono farlo più facilmente, mettendosi in contatto con il direttore della loro scuola. Secondo Vlahos non c’è alcuna garanzia che possano cambiare subito, ma c’è più margine di movimento.