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“Deficit gestibile solamente se l’emergenza durerà per quest’anno”

“Deficit gestibile solamente se l’emergenza durerà per quest’anno”

“Deficit gestibile solamente se l’emergenza durerà per quest’anno”

OTTAWA – Il rosso nei conti pubblici federali rappresenta una sfida epocale ma il governo potrebbe gestirla senza dover aumentare esponenzialmente la pressione fiscale. È cautamente ottimista Yves Giroux, Parliamentary Budget Officer federale impegnato in queste settimane nel controllo della situazione fiscale del Canada alle prese con la pandemia di Covid-19.

Secondo il PBO l’esecutivo sarebbe in grado di superare la crisi senza dover far crescere le tasse, a patto che la situazione d’emergenza termini con il corrente anno fiscale. Dopo, si entrerebbe in una zona inesplorata piena di ostacoli e incognite.

“La mia sensazione – ha dichiarato Giroux – è che sia possibile gestire il profondo deficit che il governo dovrà affrontare durante quest’anno fiscale, ma solamente se la crisi durerà per un anno. Abbiamo le risorse per superare questa fase partendo però dal presupposto che le misure attivate per contrastare la crisi siano di natura temporanea”.

Lo scorso mese il ministro delle Finanze Bill Morneau ha presentato un “fiscal snapshot” sulla situazione dei conti pubblici canadesi alla luce dei programmi creati dal governo federale per sostenere le famiglie, i lavoratori e le imprese canadesi durante la pandemia. Secondo le previsioni dell’esecutivo, il deficit per questo anno fiscale dovrebbe raggiungere quota 343 miliardi di dollari, una cifra monstre raggiunta nella storia canadese solamente durante la Seconda Guerra Mondiale per sostenere le spese belliche.

Rimangono numerose zone d’ombra sulle reali capacità del Paese di reggere alla pressione di un deficit di queste dimensioni, soprattutto se in Canada dovesse arrivare la tanto temuta seconda ondata della pandemia. Un nuovo eventuale lockdown dell’economia, che è stata riavviata nelle ultime settimane in modo graduale, rappresenterebbe un macigno per le speranze di ripresa della crescita dopo le difficoltà di questo 2020.

Lo stesso Giroux non ha nascosto le proprie preoccupazioni. “Se il Paese dovesse affrontare un altro anno con questo tipo di deficit – ha ammesso il Parliamentary Budget Officer federale – la situazione diverrebbe molto più problematica. Come Paese avremmo bisogno di fare qualcosa per restaurare la sostenibilità fiscale con un piano a lungo termine che inevitabilmente porterà con sé il taglio delle spese, la crescita della pressione fiscale o una combinazione di entrambe le cose”.

In ogni caso sono ancora molte le incognite per l’immediato futuro. Anche perché nel “fiscal snapshot” viene riportata la situazione attuale e le previsioni fiscali per i prossimi mesi, ma non è presente alcuna indicazione su quale tipo di percorso di rientro del defict il governo voglia intraprendere per questo e per il prossimo anno fiscale.

“Per ora non sappiamo quali siano le intenzioni dell’esecutivo – ha continuato Giroux – Il governo intende attuare un piano di stimolo dell’economia o invece punta al ritorno di una politica economica più prudente e bilanciata? Fino a questo punto non abbiamo avuto alcuna indicazione su cosa accadrà in futuro”.

Anche perché, e questo il PBO non l’ha detto, oltre alle incognite economiche sul nostro Paese gravano anche le incognite politiche.

Il governo dopo il voto dello scorso anno non ha più una maggioranza parlamentare alla House of Commons e di conseguenza la sua sopravvivenza è legata agli umori delle opposizioni. In autunno i conservatori avranno un nuovo leader che logicamente punterà ad andare alle elezioni anticipate il prima possibile.

A quel punto la sopravvivenza di questa legislatura sarà determinata dalle posizioni dell’Ndp e del Bloc Quebecois, che per mantenere in vita il governo vorranno dire la loro anche sui provvedimenti attivati per superare la crisi. In questo quadro poi si inserisce lo scandalo WE Charity, che alla lunga potrebbe avere delle pesanti conseguenze sulla sopravvivenza dello stesso governo guidato da Justin Trudeau.